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'Partecipazione femminile al mercato del lavoro: ora il Comune di Modena può fare di più'

'Partecipazione femminile al mercato del lavoro: ora il Comune di Modena può fare di più'

Grazia Modena: 'Si invoca la partecipazione nei documenti programmatici, ma i meccanismi concreti la riservano a chi ha già una struttura giuridica consolidata'


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'In questi giorni di Pasqua, in cui ci si ferma a riflettere e — almeno in teoria — ci si interroga su cosa si potrebbe fare meglio, vale la pena dedicare qualche pensiero anche a una buona iniziativa del Comune di Modena che merita di diventare davvero tale. Il progetto “Senza chiedere permesso”, pubblicato il 1° aprile scorso, promuove politiche di welfare aziendale e conciliazione vita-lavoro, con particolare attenzione alla partecipazione femminile al mercato del lavoro. Il titolo è bello, l’obiettivo è condivisibile, e il cofinanziamento della Regione Emilia-Romagna ne attesta la rilevanza istituzionale. Ma questo non è un progetto nuovo. Consultando il sito dedicato www.senzachiederepermesso.it si scopre che siamo alla terza edizione: la prima risale al 2021-2022, la seconda al 2023-2024, e ora eccoci all’edizione 2025-2026. Tre cicli, dunque. Tre occasioni per correggere, migliorare, ampliare. Le criticità che segnaliamo oggi non sono quindi imperfezioni di rodaggio: sono limiti strutturali che l’amministrazione ha scelto, edizione dopo edizione, di non affrontare. Ed è su questo che chiediamo conto'.

A intervenire in questi termini è il consigliere comunale Maria Grazia Modena.


'Il bando è aperto a imprese, professioniste e associazioni formalmente costituite e iscritte al RUNTS o alla Camera di Commercio.

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Ne restano esclusi i comitati informali, i gruppi di cittadine e cittadini che si organizzano spontaneamente intorno a un bisogno concreto, le reti di quartiere nate dal basso. Eppure la partecipazione attiva dei cittadini alle politiche comunali è un obiettivo dichiarato nel programma di mandato del sindaco Mezzetti. La contraddizione è evidente: si invoca la partecipazione nei documenti programmatici, ma i meccanismi concreti la riservano a chi ha già una struttura giuridica consolidata. Tre edizioni dopo, questa esclusione non è più una dimenticanza: è una scelta - continua la Modena -. Il bando è stato pubblicato il 1° aprile e scade il 4 maggio: poco più di un mese. Le spese ammissibili decorrono poi solo dal 1° giugno al 30 novembre 2026. Questa finestra temporale favorisce strutturalmente i soggetti già attrezzati, cooperative sociali, associazioni con personale amministrativo dedicato, rispetto alle realtà più piccole e meno organizzate, che sono spesso quelle più radicate nei bisogni reali del territorio. Un’adeguata comunicazione preventiva, rivolta alle organizzazioni di categoria e alle realtà del terzo settore con almeno due mesi di anticipo, costerebbe poco e aprirebbe il campo a molti più soggetti. Non è mai stata fatta.
Anche questa non è più una svista'.


'La dotazione complessiva è di 25.500 euro, ripartiti tra le tre linee di finanziamento: fino a 5.000 euro per le imprese, 3.000 per le professioniste, 4.000 per le associazioni. Cifre che consentono di avviare al massimo una sperimentazione circoscritta, non certo di incidere su dinamiche radicate. Alla terza edizione, con tre cicli di esperienza alle spalle, ci si aspetterebbe almeno un incremento progressivo delle risorse, magari attraverso una più robusta leva di cofinanziamento comunale. Invece la dotazione rimane sostanzialmente invariata - chiude la Modena -. Si estenda dunque la platea dei beneficiari ai soggetti non formalmente costituiti, purché supportati da un ente capofila che ne garantisca la responsabilità amministrativa. Si pubblichi l’avviso con almeno due mesi di anticipo rispetto alla scadenza, preceduto da incontri informativi aperti al territorio. Si incrementi la dotazione finanziaria. E si valuti, finalmente, di coinvolgere anche i cittadini singoli e i comitati spontanei, che sono spesso i primi a percepire i bisogni di conciliazione nei propri quartieri e nelle proprie comunità di vita. “Senza chiedere permesso” è una promessa bella e necessaria. Ma una promessa rinnovata tre volte senza essere mantenuta appieno rischia di diventare, anno dopo anno, solo uno slogan.

La Pasqua è il tempo delle rinascite: speriamo che anche questo progetto ne sappia approfittare'.

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