Sempre stasera alla Commissione è poi seguita la capigruppo per decidere quando mettere in trattazione la delibera, una riunione alla quale ha partecipato anche la stessa assessore Annamaria Vandelli. Anche qui si è riproposta la spaccatura tra Pd e alleati a sinistra con la Verde Paola Aime che ha chiesto di andare a gennaio e il Dem Carpentieri che ha puntato sul 15 dicembre.
In altre parole sul documento più importante della Consigliatura, sul documento che è chiamato a disegnare la città per i prossimi 50, il Pd ha accellerato al punto da strappare la rete che tiene unita la propria stessa maggioranza, indispettendo gli alleati e portandoli addirittura a un voto difforme in Commissione.
Ma perchè tanta fretta? Ovviamente non bastano gli appelli dei professionisti del Cup e della Cisl che semmai arrivano come conseguenza della fretta dimostrata dal Pd negli incontri tenutisi nelle settimane scorse e non ne paiono la causa. Non bastano neppure le giustificazioni tecniche, dal momento che il documento può essere licenziato con calma anche tra qualche mese.
Così, non emergendo motivazioni solide a queste premura, si lascia spazio al 'pensar male' della opposizione che anche ieri, attraverso Elisa Rossini e Piergiulio Giacobazzi, ha sottolineato come la fretta sia cattiva consigliera e non permetta una analisi puntuale del Piano.
Timori oggi ribaditi anche dalla Lega.
'Questa sera il Pd si è preso la responsabilità politica di spaccare non solo con la minoranza, ma anche con buona parte dei suoi alleati per imporre con un brusco colpo di mano un’accelerazione all’adozione del nuovo Pug, che progetterà la Modena dei prossimi 50 anni - afferma in serata il capogruppo Lega Giovanni Bertoldi -. La decisione di liquidare in Commissione Seta la delibera che ne impone l’inserimento a breve in Consiglio Comunale, è prematura perché i consiglieri non hanno avuto il tempo materiale di analizzare un documento che prevede centinaia e centinaia di osservazioni e controdeduzioni e che ci è stato consegnato da pochissimi giorni.
Il punto, allora, è quello iniziale. Perchè tanta fretta? Perchè non consentire un dibattito aperto e argomentato che dia spazio ai rilievi delle minoranze? Rilievi magari in parte strumentali e polemici, ma che - al netto del gioco delle parti - potrebbero contribuire a offrire spunti costruttivi e utili, vista l'importanza del tema per il futuro stesso di Modena.
Domande che per ora restano senza risposta. Il Pd ha deciso diversamente. La delibera sbarca in Consiglio entro fine anno (se non il 15 forse il 22) e poi via di corsa verso l'adozione nei primi mesi 2023. E così, chiuso il capitolo Pug, di fatto si aprirà già la campagna elettorale in vista del voto 2024 con le fondamenta della Modena-futura (per citare l'ex assessore Sitta) già ben gettate e inamovibili.
Giuseppe Leonelli

