'Non esiste un drogarsi 'sicuro' o 'più sicuro'. Sostenere questo, per altro con iniziative che prevedono l'impegno di soldi pubblici, è dannosissimo. E la motivazione per cui fornire le pipe nelle unità di strada per avvicinare i tossicodipendenti ai servizi è altrettanto aberrante. Motivazioni che anche sul fronte della salute pubblica fanno acqua da tutte le parti. Anche in Emilia-Romagna, all'interno del sistema sanitario, ci sono posizioni critiche: l’ASL di Forlì-Cesena, ad esempio, ha espresso contrarietà a queste iniziative, rilevando come non vi siano evidenze chiare sull'efficacia della distribuzione delle pipe nel ridurre i danni sanitari - continua Giacobazzi -. Le malattie infettive e le complicanze associate all'uso di crack derivano più dalla condizione di marginalità e degrado che dalla modalità di assunzione. Siamo di fronte a un approccio ideologico e non sanitario: una deriva culturale che rischia di normalizzare l’abuso di sostanze gravissime, presentandole come più sicure se assunte in determinati modi. Il prossimo passo sarà quello di organizzare corsi di assunzione di crack in ambienti pubblici? A Modena ci opporremo con forza a ogni tentativo di importare questa logica distorta: la vera salute pubblica non passa dalla complicità con le dipendenze, ma dalla loro prevenzione e contrasto, E questa deriva, con il contrasto, non ha nulla a che fare'.
Pipe per crack fornite a Modena, Giacobazzi (FI): 'E' devianza ideologica'
'Incentivo indiretto a farne uso con soldi pubblici che contrastiamo fermamente. Il prossimo passo sarà quello di organizzare corsi di assunzione di crack?'
'Non esiste un drogarsi 'sicuro' o 'più sicuro'. Sostenere questo, per altro con iniziative che prevedono l'impegno di soldi pubblici, è dannosissimo. E la motivazione per cui fornire le pipe nelle unità di strada per avvicinare i tossicodipendenti ai servizi è altrettanto aberrante. Motivazioni che anche sul fronte della salute pubblica fanno acqua da tutte le parti. Anche in Emilia-Romagna, all'interno del sistema sanitario, ci sono posizioni critiche: l’ASL di Forlì-Cesena, ad esempio, ha espresso contrarietà a queste iniziative, rilevando come non vi siano evidenze chiare sull'efficacia della distribuzione delle pipe nel ridurre i danni sanitari - continua Giacobazzi -. Le malattie infettive e le complicanze associate all'uso di crack derivano più dalla condizione di marginalità e degrado che dalla modalità di assunzione. Siamo di fronte a un approccio ideologico e non sanitario: una deriva culturale che rischia di normalizzare l’abuso di sostanze gravissime, presentandole come più sicure se assunte in determinati modi. Il prossimo passo sarà quello di organizzare corsi di assunzione di crack in ambienti pubblici? A Modena ci opporremo con forza a ogni tentativo di importare questa logica distorta: la vera salute pubblica non passa dalla complicità con le dipendenze, ma dalla loro prevenzione e contrasto, E questa deriva, con il contrasto, non ha nulla a che fare'.
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