A quell'appello risponde oggi il movimento 40 giorni per la vita di Modena. Ecco la lettera aperta inviata al primo cittadino.
Caro sindaco Mezzetti,
abbiamo ascoltato l’invito che ha fatto anche agli organizzatori della veglia '40 giorni per la Vita' di valutare l’opportunità di non svolgere più questa veglia in prossimità delle strutture sanitarie.
La ringraziamo per l’appello che ci ha rivolto e auspichiamo che possa essere l’inizio di un dialogo più approfondito in cui ascoltarci reciprocamente.
All’interno di questo confronto riteniamo tuttavia al momento di non poter accogliere il suo invito.
Non solo perché uno degli elementi qualificanti della nostra veglia è che essa si svolga proprio davanti alle strutture in cui si praticano aborti. In tutte le più di 1.000 città in tutto il mondo in cui si tengono o si sono tenute veglie, si prega in prossimità di questi edifici per essere un ultimo segno di speranza per le gestanti alle prese con una gravidanza difficile e per favorire in modo più immediato il risveglio della coscienza dei cittadini su quello che avviene a poca distanza.
Ma soprattutto perché spostare il luogo della preghiera, dopo il suo intervento in Consiglio comunale del 20 gennaio scorso, significherebbe anche implicitamente condividere il suo punto di vista, e cioè che la nostra preghiera sia una forma di violenza verso le donne. Su questo noi non siamo per nulla d’accordo.
Se noi pensassimo che la nostra preghiera fosse diretta contro le donne, non avremmo nemmeno pensato di cominciarla.
Del resto, quale elemento della preghiera può essere interpretato come violenza? Non basta basarsi su percezioni soggettive, ma su elementi concreti.
Le frasi che accompagnano la preghiera non hanno alcuna volontà di giudizio e ribadiscono la nostra disponibilità all'aiuto concreto e la nostra vicinanza alle gestanti in difficoltà senza negare la verità che ciascuna donna conosce nel suo intimo e che porterà negli anni come peso doloroso.
Intendono essere messaggi di accoglienza, di vicinanza, di aiuto, qualche donna li ha già raccolti.
Non sono notizie incoraggianti queste? Se anche grazie alla sensibilizzazione operata da questa preghiera tante altre donne trovassero la forza di vincere i loro comprensibili timori e le tante pressioni intorno e si risolvessero ad accogliere il loro bambino e nascessero dei modenesi in più, sarebbe una cosa così negativa?
Sindaco Mezzetti, non possiamo che essere d’accordo con lei che non ci deve essere alcun giudizio né alcuna condanna morale verso le donne che vanno ad abortire.
Riteniamo però anche che il rispetto della donna e della sua libertà sia nella sincerità e nel fornirle tutti gli elementi per una scelta consapevole. Noi attraverso la preghiera e la testimonianza pacifica rappresentiamo un' alternativa indispensabile. Negarlo significa che si intende la strada verso l'aborto una direzione obbligata e la parola autodeterminazione non ha allora più nessun senso.
Per il bene delle donne tutti assieme dobbiamo quindi moltiplicare le forme di accoglienza, la disponibilità all’ascolto e alla condivisione.
Una società che crea le condizioni per accogliere con serenità le nuove vite è una società in cui c’è più vita, più amore, più gioia.
40 giorni per la Vita - Modena



