Più che sul merito dei progetti, 'alcuni davvero irricevibili', come li ha definiti il sindaco, il punto politico sembra infatti essere quello del metodo, dei tempi, anche degli avvisi, caduti in piena campagna elettorale e della conseguente impossibilità, con attività del consiglio sospeso, di garantire la possibilità di una proroga che potesse per esempio consentire ai presentatori dei progetti di correggere e ripresentare i progetti.
In sostanza, un problema di forma e di procedura, legato ai tempi, sottolineato sia dal Consigliere PD Fabio Poggi che nella scorsa legislatura era Presidente del Consiglio, sia dallo stesso sindaco: 'La dinamica temporale del primo avviso ha imposto la chiusura della presentazione delle manifestazioni di interesse il 23 aprile e la chiusura dei termini di esame il 22 luglio. La prima data già coincideva con la sospensione di fatto del consiglio e delle commissioni e la seconda per l'esame, coincideva con il giorno del prima seduta del Consiglio. Anche se avessimo voluto concedere una proroga con il nuovo consiglio non avremmo potuto perché avremmo avuto bisogno dell'esame di quelle commissioni che non c'erano', in considerazione del fatto che il consiglio era stato sciolto.
'Il fatto che la prima applicazione del PUG abbia portato alla bocciatura della totalità di 19 progetti preoccupa per il futuro. Se il buongiorno si vede dal mattino cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi cinque anni? Se non fossimo all’inizio avremmo bocciato senza se e senza la delibera di giunta' - ha affermato e chiesto il capogruppo di Forza Italia Piergiulio Giacobazzi, che ha espresso, a differenza del voto a favore dei gruppi di opposizione, voto di astensione, motivandolo così.
'Perché un esito di questo tipo, pur con tutti i distinguo di merito, significa molto di più che un semplice no ad una serie di progetti. Significa sbattere letteralmente la porta in faccia alla città che vuole crescere, che vuole investire sul futuro e creare le condizioni per una rigenerazione reale di aree ed edifici della città che è interesse comune riqualificare.
Per questo chiediamo che accanto allo stop dei progetti ci sia anche uno stop da parte dell’amministrazione e l’apertura di una riflessione di merito. Perché quanto è successo rimanga un’eccezione e non la regola”.
Gi.Ga.



