Eppure, tutta la strategia, l'arguzia, la furbizia accumulata in 70 anni di storia dalla sinistra locale di governo nulla potrebbe se non trovasse terreno fertile nei suoi (presunti) competitor. Piergiorgio Rebecchi è il caso esemplare. Leader grillino di Modena, quasi-candidato sindaco a maggio, 'padre' politico del sottosegretario Ferraresi, Rebecchi ha accettato il gioco del Pd. Ha deciso di rinnegare 10 anni di attivismo politico, di banchetti, di riunione tra attivisti, di slogan anti-piddini e di Vaffaday in cambio di una candidatura a consigliere regionale.
Sono scelte.
Qualcuno ora tra i tanti delusi del Movimento, si attorciglia i pensieri cercando di capire se Rebecchi questo passaggio lo aveva meditato da tempo. Magari già in primavera quando si candidò 'per finta' a sindaco di Modena per il Movimento per poi rinunciare a poche settimane dal voto, per motivi familiari, rendendo più difficile per i grillini modenesi trovare un altro candidato forte. Chissà se già allora Rebecchi pensava a questo salto del fosso? Nessuna crocifissione, ovviamente, come ventilato dal senatore 5 Stelle Lanzi (quello che mandava tutti ai tempi dei Vaffaday ad annusare meloni), solo un pensiero che tormenta le meningi di chi nel Movimento a Modena ci ha creduto.
Leo


.jpg)
