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Rifiuti e database Orso, chi comanda in Regione Emilia Romagna?

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Di certo il correre ai ripari formalizzando la delega dopo 7 anni, non è certamente un’ottima figura per chi governa  la Regione


Rifiuti e database Orso, chi comanda in Regione Emilia Romagna?

Dopo il primo articolo introduttivo sulle norme regionali sui rifiuti entriamo, con Roberto Monfredini, nel dettaglio del quadro regionale.

LA DELEGA

Alla luce dei primi dati O.R.So pervenuti, del 2017 ma riferiti all’anno 2016,  sorgono infiniti interrogativi,  in merito alla governance della nostra Regione, che ormai appare sempre più una zona rossa, di difficile interpretazione, quasi come la cartina che di noi Emiliano Romagnoli ha fatto la UE sull’inquinamento, con quel rossore a volte, anche di una velata vergogna.

Per primo occorre rispondere al perché di quel DGR del 1 Agosto, 1238,   e quale senso ha avuto eliminare le voci di costo dal DATABASE O.R.so, perché una Regione che ha l’obbligo morale ed etico, oltre che legale, di adottare la massima trasparenza,  sancito come cardine della legge europea, soprattutto in una materia come quella dei rifiuti,  nella  quale  le forze dell’ordine  ormai sono impegnate su tutti i fronti, decide di spostare  le voci dei costi in una norma del 2012 , la 754, e pochi mesi prima con una dgr 668 trasferisce il potere dei dati e della  loro conoscenza ad ATERSIR,  che un suo Funzionario identifica pochi mesi fa  e  chiarisce  benissimo: 'Noi ATERSIR  non  siamo la Regione ma siamo una Agenzia di Comuni'.

Questa precisazione risulta essere fondamentale perché spesso erroneamente si è parlato di ATERSIR come della REGIONE , in effetti è vero, anche se la sede è in Regione, il logo campeggia sul sito della Regione, ATERSIR è solo una Agenzia (vedi  sentenza 626 ANAC di Giugno 2017 o il ricorso al TAR dell’Unione Terre di Castelli in Maggio 2017) diciamo di controllo, in merito al raccordo tra i vari attori del sistema contorto da  Azzeccagarbugli di  rifiuti della Regione, (Comuni, Gestore,  Arpa, Regione...), ma il sistema come referente ha i Comuni e la Regione, quindi è di matrice politica  istituzionale. 

Invece di inserire i dati mancanti da 7 anni delle voci ristorno ANCI CONAI, al fine di rendere edotto il pubblico della reale capacità separatoria e premiante nella RD e ottemperando all’accordo ANCI CONAI valido fino al 2019,  lascia inalterata la parte, 35 pagine  vuote da 7 anni, ma sbianca anche quelle tre pagine dei costi relativi che  dal 2009 e fino  al 1 agosto  2016 erano presenti, rendendo di fatto il Db Orso un elenco solo di materie, destinazioni e traportatori più o meno  fittizi, e alcuni totali.

Certamente questo dgr che possiamo definire cautelativo  per non dire di peggio   non può essere stato partorito da una esigenza a tutela della rispettosità della legge e dei cittadini,  mi spiego , compito della Regione è quello della efficienza ma soprattutto della trasparenza, e non si spiega questa scelta, di alzare un muro al fine di impedire la trasparenza, sarebbe una grave violazione del diritto se così fosse,  e getterebbe un ombra opaca su tutto il sistema rifiuti,  ma speriamo che così non sia stato. Riguardo l’efficienza invece possiamo stendere un velo pietoso,  avendo delegato ad 8 inceneritori in Regione di risolvere il problema rifiuti,   in quanto  non siamo in grado di applicare l’art 179 della 152/06 , o il 219 bis,  VUOTO A RENDERE ,  diminuendo la loro quantità, prima voce la prevenzione,, ultima lo smaltimento, come è ben visibile dal REPORT ISPRA sottostante, ed avendo riempito il vuoto lasciato dalla crisi con il Rifiuto industriale (ASSIMILATO ) dal 2009, spesso illegalmente ed in violazione dei regolamenti comunali ed Europei (vedi recente Sentenza di Cassazione).

     Ton di rifiuti /ab /anno  ( nel 2016 siamo a 665ton /ab/anno )

Di certo il correre ai ripari formalizzando la delega dopo 7 anni, non è certamente un’ottima figura per chi governa  la Regione,  la delega in un settore come quello dei rifiuti è un atto di grande rilevanza, in quanto i rifiuti come tali possono essere anche SPECIALI e SPECIALI PERICOLOSI, e determinati atti formali  in questo settore hanno rilevanza cautelativa, soprattutto per  gli attori del sistema, l’assenza per paradosso, fa gravare  non sul gestore,  ma sul delegante, il Pubblico in sostanza,  la responsabilità primaria di  eventuali danni o omissioni.

Certamente aspettare 7 anni prima di formalizzare una delega appare incomprensibile., anche e soprattutto alla luce di un accordo ANCI CONAI  che tale formalizzazione della DELEGA prevede,  pena la nullità degli atti in un suo chiarissimo capitolo (6).

 Accordo anci conai  2014-2019

CAPITOLO 6 –  Le parti, per l’attuazione del presente accordo, stabiliscono altresì la seguente regolamentazione  Gestione delle convenzioni il soggetto che governa l’ambito ottimale indicato dalle Regioni, se istituito ed operativo, ovvero i Comuni, in forma singola o associata, stipulano direttamente le Convenzioni con i Consorzi di filiera o ne delegano la stipula, con specifico atto, al soggetto incaricato dello svolgimento del servizio di gestione  dei rifiuti. La delega dovrà essere redatta, a pena di nullità, in conformità all’allegato che costituisce parte integrante e sostanziale del presente Accordo e dovrà essere comunicata, a cura del delegante, al/ai Consorzio/i di filiera di volta in volta interessato/i a mediante raccomandata con ricevuta di ritorno o posta elettronica certificata (PEC).

Dal dgr 1238 del 1 Agosto 2016

Il compilatore Comune (o per esso il gestore del servizio di raccolta, previa delega formale da parte del Comune, da inviare ”per conoscenza” anche alla Sezione Regionale Catasto Rifiuti)…

 A questo punto sorgerebbe anche un dubbio , ma se l’accordo prevede la nullità , la Regione , che ha un dovere cardine di osservatore e programmatore degli attori,  dei loro ruoli e competenze, al fine di tutelare i cittadini e la loro salute oltre la economicità del servizio,  può esercitare il suo potere di controllo e verifica dagli anni 2009 -2016 sul rapporto COMUNI  –ATERSIR .- GESTORE senza delega?

In sintesi,  l’assenza di una delega che ANCI prevedeva formale fin dal 2009, e la REGIONE formalizza solo dal 2016 con il DGR 1238 del 1 agosto, era compatibile con lo svolgimento del servizio di raccolta e smaltimento?

Tutto questo DGR è stato  partorito  solo  a un mese di distanza dal PPGR , il piano pluriennale regionale dei rifiuti in RER , fatto di migliaia di pagine,  ma che non toccava minimamente l’ossatura e l’impalcatura del sistema di  rapporti  con gli attori , la definizione dei compiti e dei loro  ruoli, in sintesi  possiamo affermare  paradossalmente che è  più importante forse questo DGR di poche pagine che tutto il Piano.

I Comuni, forse con un certo grado di incoscienza, si sono fidati di un Sistema rifiuti,  ma certamente il DOMINUS nelle responsabilità ruota attorno alla REGIONE ER, incapace di gestire se non delegando ad una Agenzia di Comuni , ATERSIR,  le competenze che poi di fatto sono gestite da una forza politica , e qui  probabilmente appare con forza ,  il grave errore  fatto, gestire politicamente un settore che  ha come cardine quattro  parole EFFICIENZA ECONOMICITA’ TRASPARENZA EFFICACIA, ripetute ovunque ,  partorite dal Decreto Ronchi e successivamente dalla 152/06 e riprese dai vari accordi , ed incompatibili stante il livello politico attuale  con  la attivazione di un sistema  rifiuti che vada  al rispetto di quegli obiettivi di tipo anglosassone.

La nostra politica attuale non può certamente gestire queste 4 parole, da qui la crisi del SISTEMA RIFIUTI in REGIONE  e la parola trasparenza eliminata dalla presentazione ATERSIR sul sito  (correttamente),  con una immagine  che ne emerge impietosa dai dati di Legambiente e di ISPRA , che  fotografano  la gestione politica del settore in RER,  cercando di tenere insieme fino all’ ultimo degli attori che non potevano convivere insieme , Comune, Regione,   Privati s.p.a. ,  Agenzia diciamo ibrida, in una serie di accordi e delibere regionali , di agenzia,  comunali...  Con il solo fine di mantenere vivo il mostro creato, al di là della efficienza e della trasparenza , ne è la prova quel DGR del 1 Agosto , che corre ai ripari ,ma che invece di essere la svolta trasparente diventa ancora di più lo strumento della gestione politica dei rifiuti, blindando il sistema, ergendo barricate e nascondendo la polvere sotto il tappeto, consci del fatto che ormai non può durare ancora per molto.

Roberto Monfredini


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