Davanti alle proteste legate alla lettera di Hera inviata ai modenesi nella quale si annuncia la stangata legata alla tariffazione puntale (più si aprono i cassonetti dell'indifferenziato più si paga), il sindaco Massimo Mezzetti fa retromarcia e promette dialogo e confronto.
Il tentativo del primo cittadino è chiaro: scaricare su Hera la responsabilità degli aumenti che partiranno dal 2026 e promettere partecipazione assicurando che i limiti draconiani per l'indifferenziato sono tutt'altro che decisi.

Il problema è che la lettera giunta alle famiglie di Modena - con tanto di tabelle allegate - è firmata non solo da Hera (nella persona di Paolo Paoli), ma anche dal sindaco stesso (foto sopra). Le tabelle poi nella missiva appaiono tutt'altro che virtuali (foto sotto). I numeri sono messi nero su bianco, altro che discussione in Consiglio: una famiglia di tre persone può conferire gratuitamente 720 litri di indifferenziato, pari a 24 aperture del cassonetto stradale. Un singolo ha a disposizione solo 16 aperture, una famiglia di 4 persone 28 aperture, una coppia appena 20. Dopo si paga. Quanto? Se si fanno i confronti con quanto avviene già a Castelfranco Emilia si paga circa 3 euro ogni conferimento in più. Insomma un salasso.
Ora, al di là della scenetta del poliziotto buono e cattivo messa in campo da Hera e piazza Grande, la questione è chiara: o quella lettera non vale nulla o il sindaco promette dialogo a cose fatte. In ogni caso a pagare saranno i modenesi. Situazione paradossale se si considera il contesto modenese, tra i più inquinati d'Europa e gravato da un inceneritore che brucia ogni anno il doppio dei rifiuti prodotti in provincia. Paradossale perchè la tariffa puntuale dovrebbe prima di tutto premiare chi differenzia in modo perfetto e non punire chi apre due volte il cassonetto in più del previsto.
Il primo cittadino in ogni caso ha detto che se ne discuterà in Consiglio, in quel contesto si vedrà cosa voteranno le opposizioni, anche alla luce degli applausi sull'addio del porta a porta giunti alla maggioranza dai banchi di Fratelli d'Italia.
g.leo.




