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Sanità in emergenza: per il 'progetto montagna' l'Ausl punta su telemedicina e ospedale virtuale

Sanità in emergenza: per il 'progetto montagna' l'Ausl punta su telemedicina e ospedale virtuale

L'Azienda sanitaria conferma la necessità di supportare con consulenze specialistiche gli operatori del primo soccorso, ma dopo la cancellazione dei Medici di Emergenza Territoriale punta su algoritmi e tecnologia


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'll Progetto “Salute della montagna modenese” è stato presentato lo scorso 5 settembre ai 18 Sindaci della montagna modenese, ed è ora in corso di valutazione al fine di integrare le loro considerazioni e riflessioni, così da avere la piena operatività sui territori entro la fine dell’anno. Tale percorso potrebbe diventare, in sinergia con l’Assessorato alla Montagna e alle Aree Interne regionale, un modello emiliano-romagnolo e laboratorio di riferimento regionale per i progetti di sviluppo e di tutela dei territori delle aree interne montane' Lo ha ribadito l'Ausl di Modena all'indomani della riunione delle CTSS concentrata soprattutto sull'area nord, centrale e pedemontana della provincia, avendo l'area montana una progettualità dedicata per le proprie specificità. Concretizzata appunto in una proposta avanzata lo scorso 5 settembre che avrà in un commissione dedicata all'interno della Conferenza Territoriale una sede specifica di confronto.

'L’idea di una Commissione dedicata consentirà inoltre di analizzare nel dettaglio le risposte assistenziali da prevedere in quei territori. Tra essi il rafforzamento della rete territoriale, telemedicina e virtual hospital e un approccio attento alla prospettiva one health, ma anche un Percorso di risposta clinica avanzata, sulla scorta delle migliori conoscenze scientifiche, che espanda, rispetto a quanto è già in essere, la funzione di consulenza specialistica medica, interconnessa e integrata, tra il Sistema 118 e la rete ospedaliera'.
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Su questo piano, lo ricordiamo, la stessa Ausl di Modena ha disposto dal primo luglio lo stop all'attività dei medici di emergenza territoriale (MET). Del loro ripristino non si parla più nonostante la reazioni nette strutturate e di merito da parte dei sindacati Snami e Fials e l'azione di un comitato civico, che ha portato a manifestazioni ef eventi pubblici. Fatto sta che l'esigenza di avere un supporto specialistico e di carattere medico a supporto del personale infermieristico sui mezzi avanzati di primo soccorso, c'è. Anche se la risposta a questo non sembra più riprendere a riferimento il modello Met ma quello dell’Ospedale Polispecialistico Link, già in sperimentazione in altri territori, una proposta integrativa alla dotazione di mezzi già presenti sull’area che rimane confermata'

'Questo - prosegue l'azienda - consentirà di fornire ai mezzi di soccorso avanzati presenti in primis sul territorio montano un ulteriore supporto specialistico nella gestione delle emergenze ad alta complessità, sia attraverso il contatto telefonico che con l’utilizzo di strumenti di teleconsulto o trasmissione immagini. Ciò al fine di anticipare ulteriormente informazioni utili all’inquadramento del paziente alla fase ospedaliera e di migliorare la tempestività e appropriatezza degli interventi terapeutici e assistenziali.

Il progetto prevede l'apertura al confronto anche con tutti i portatori di interesse del territorio, i sindacati confederali e i cittadini.
Da sottolineare infine l’importanza della sinergia con le associazioni di volontariato per garantire la rete dell’emergenza-urgenza, con cui si lavorerà su modelli innovativi della rete per garantire il più alto livello di risposta possibile ai cittadini' - conclude l'Asl.



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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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