“La chiusura delle indagini sullo scandalo Amo con l’ipotesi di rinvio a giudizio per la dipendente e l’archiviazione per i vertici della società coinvolti nell’indagine, pur nel rispetto del giudizio espresso dalla magistratura, lascia sgomenti. Da quanto si apprende sono stati accertati i prelievi da parte dell’ex amministratore unico che poi consegnava i contanti nelle mani della dipendente e tutto ciò sarebbe avvenuto in buona fede. Noi ci domandiamo come si possa sostenere che una persona investita di un incarico importante quale quello di amministratore unico che comporta responsabilità precise di vigilanza e controllo della società partecipata fosse in buona fede quando prelevava somme in contanti e le consegnava nelle mani di una dipendente con mansioni impiegatizie e quindi senza una qualifica dirigenziale che comportasse autonomia e responsabilità'. A parlare è Elisa Rossini capogruppo Fdi in Consiglio provinciale.
'Seppur con una richiesta di archiviazione perché evidentemente dal punto di vista della responsabilità penale non sono state ravvisate responsabilità, risultano – da quanto si è potuto apprendere - accertati i prelievi in contanti effettuati dall’ex amministratore unico non contabilizzati e questo per la responsabilità civilistica ha oggettivamente una rilevanza e un peso autonomo.
Dobbiamo ricordare che l’articolo 2392 del codice civile stabilisce che gli amministratori devono adempiere i doveri ad essi imposti dalla legge e dallo statuto con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle specifiche competenze. La norma prevede che essi sono solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti dall’inosservanza di tali doveri. E’ stato diligente un amministratore sotto la cui responsabilità di gestione vengono sottratti nell’arco di anni circa 600 mila euro di denaro pubblico senza che se ne accorgesse? - continua Rossini -. Il fatto è che nel caso anomalo di Amo non avremo mai risposta a questa domanda perché la possibilità di accertare la responsabilità da un punto di vista civilistico è preclusa dall’accordo con Reggianini portato in assemblea dei soci dall’attuale amministratore unico - nonché collega di partito - e approvato con il voto favorevole di tutti i sindaci di centro sinistra che ha precluso definitivamente la possibilità di richiedere anche a Reggianini – oltre che alla lavoratrice – il risarcimento per il danno subito'.'E’ un principio elementare quello in base al quale se ho la possibilità di avere più vie per il recupero di un credito cerco di non precludermene nessuna e ciò vale in special modo quando ho già verificato che la solvibilità di uno dei debitori – in questo caso la lavoratrice - è dubbia (ricordiamo che un pignoramento eseguito nei suoi confronti ha dato un esito molto scarso).


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