'Sono passati 14 mesi e mentre il governo esorta le regioni a riportare gli studenti a scuola in presenza e sicurezza, avendo ben chiaro l'insostenibilità di mesi e mesi di didattica a distanza, il Presidente di provincia e il nostro sindaco alzano bandiera bianca. Si torna indietro. Non ci si riesce. Con buona pace di tavoli prefettizi, di paventata organizzazione, di un aumento di mezzi di trasporto che per quanto reale non è sufficiente - continua Priorità alla scuola -. Ma di chi è la responsabilità di questo fallimento trasformato, nel dire di alcuni, in un successo, per avere ottenuto concordemente dal tavolo prefettizio (dove siedono rappresentanti dei dirigenti scolastici, l’USP, la provincia, Amo, Seta, il sindaco di Modena, le forze dell’ordine, rappresentanti di studenti e genitori, quando convocati) di fare retromarcia e riportare gli alunni della provincia ad una soglia inferiore di presenza a scuola rispetto a quanto indicato dal governo? Il presidente Tomei si appella alle famiglie, dicendo noi tentiamo di portare a scuola tutti, le scuole organizzeranno orari che avranno un minimo in presenza al 60% e tenderanno al 70%, voi fate il possibile mandate i vostri figli a scuola in bicicletta, in modo da alleggerire il TPL. Prendiamo così atto che se vogliamo garantire a studenti e studentesse più del 50% previsto ad oggi nelle zone rosse del paese, dobbiamo armarci e partire.
'Ancora oggi leggiamo un nuovo intervento del Presidente Tomei dove denuncia, come farebbe un semplice cittadino, i problemi storici che Modena ha in ambito scolastico e che renderanno impossibile il rientro a settembre al 100%. Mancanza di un TPL adeguato, anche in tempi non pandemici, mancanza di aule che ora scopriamo, essere nel numero di 50 per rientrare in sicurezza a settembre. Come facciamo Presidente a non chiedere conto a lei e alle istituzioni di questa città, della situazione in cui ancora ci ritroviamo e a non pretendere un punto di sintesi, soluzioni adeguate, con un piano di rientro che preveda soluzioni anche temporanee come edilizia leggera per nuove aule, l’avvio di bandi di gara per predisporre acquisti di nuovi mezzi per i quali le risorse sono arrivate da stato e regioni (e non spiccioli ci permetta) posto che da oltre un anno le criticità sono le medesime e non sono state affrontate mai? Che al di là delle eccellenze, noi chiediamo semplicemente che la scuola trovi la sua normalità.



