“I dati diffusi ieri dall’Agenzia Europea dell’Ambiente e dell’OMS che vedono le regioni del Nord Italia fra le più inquinate d’Europa con il triste primato italiano di morti premature, ben 85.000 l’anno – ricordano Dell’Orco, Ferraresi, Mantovani e Lanzi - e di malattie infantili causate dall’ inquinamento, ci impongono subito misure radicali per la pianura padana e le zone metropolitane. È di ieri la notizia che Modena si attesta al 65esimo posto nazionale nella classifica di Legambiente per la qualità dell’aria, in discesa di undici posizioni. Particolarmente negativi i dati sulla concentrazione di polveri sottili (83° posto) e ozono (88°)”. Per i rappresentanti del M5S occorre dunque una svolta, già avviata nel corso dell'attuale legislatura.
“Il Contratto di Governo prevede misure importanti in difesa dell’ambiente e per una riconversione industriale innovativa – aggiungono Dell’Orco, Ferraresi, Mantovani e Lanzi – basata sulla sostenibilità ambientale che non può più attendere. Nel Contratto è previsto che ‘azioni prioritarie contro i cambiamenti climatici ed inquinamento andranno avviate con piani specifici per le aree più colpite del nostro Paese’. Pensiamo ad esempio al bacino della Pianura Padana dove va migliorato ed implementato il piano di bacino e tutte le aree metropolitane”. Un’azione positiva è stata condotta dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa perché “ha avviato un'interlocuzione con le Regioni della Pianura Padana per poter attivare un piano straordinario antismog. Gli strumenti, impopolari ma necessari, messi in campo dalle Regioni nelle scorse settimane, possono avere il sapore dell'intervento tampone, noi dobbiamo andare oltre, e pensare a interventi strutturali, che abbiano una visione ampia e di lungo periodo”.



