'Come Regione abbiamo già incrementato in modo significativo i fondi destinati al trasporto pubblico locale- dichiarano-, con uno stanziamento di 130 milioni di euro di risorse regionali per il 2026, 10 milioni in più rispetto all’anno precedente, che saliranno a 140 milioni nel 2027, per garantire continuità e qualità dei servizi a cittadine e cittadini. Proprio in questo contesto, la costruzione di un’azienda unica non è un esercizio organizzativo, ma una scelta strategica per rafforzare la capacità di investimento, migliorare l’efficienza e rendere più sostenibile il sistema nel medio-lungo periodo, assicurando al tempo stesso equilibrio e pari dignità tra tutti i territori'.
Come noto le posizioni in campo sono molto distanti.
Il summit arrivava dopo che erano emersi i dati industriali che simulavano i rapporti di forza nella futura società unica, in base al peso delle varie società locali. L'assessore Davide Baruffi li aveva presentati ai sindaci Pd modenesi e in base ai suoi numeri Modena varrebbe solo l'1%, Reggio il 3,7%, il Comune di Bologna e città metropolitana il 40% e la Regione il 37,5%.
Calcolando che Tper è di proprietà di Comune Bologna e Regione Emilia Romagna, vorrebbe dire che i due enti pesano da soli il 77%, lasciando le briciole al territorio.
Una prospettiva, quella di entrare in una società dove si fatto non si conta nulla, contro la quale il sindaco Massimo Mezzetti si è speso in modo deciso. Allineati con le posizioni di Mezzetti sono il Comune di Piacenza e i Comuni Reggiani della provincia, a partire da Rubiera e Guastalla, mentre Reggio Emilia capoluogo è in asse con le posizioni della Regione.
All’incontro erano presenti il sindaco del Comune e della Città metropolitana di Bologna, Matteo Lepore; il sindaco e il presidente della Provincia di Modena, Massimo Mezzetti e Fabio Braglia; il sindaco e il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Marco Massari e Giorgio Zanni; la sindaca e la presidente della Provincia di Piacenza, Katia Tarasconi
'Un confronto positivo nel quale tutti i presenti hanno condiviso la volontà politica di proseguire con determinazione nel percorso verso l’azienda unica, una scelta strategica per rafforzare il sistema del trasporto pubblico, migliorarne l’efficienza, aumentare la capacità di investimento e garantire servizi di qualità alle cittadine e ai cittadini dell’intero territorio regionale. Ribaditi alcuni punti fondamentali: l’azienda unica dovrà essere uno strumento al servizio dei territori e delle comunità; il piano industriale dovrà dimostrare in modo chiaro e trasparente la capacità di investimento, l’innovazione del servizio e il rafforzamento della sostenibilità economica e ambientale; gli strumenti di governance dovranno garantire equilibrio, pari dignità e adeguata rappresentanza a tutti i territori coinvolti.
Condivisa, inoltre, la necessità di avviare rapidamente la fase di approfondimento tecnico-giuridico-amministrativo affinché le scelte siano supportate da dati, scenari amministrativo-economico-finanziari solidi e da una visione di medio-lungo periodo.
E' evidente che il passaggio chiave riguarda 'gli strumenti di governance che dovranno garantire equilibrio, pari dignità e adeguata rappresentanza a tutti i territori coinvolti', ma per ora sono dichiarazioni sulla carta.



