La decisione, comunicata dal responsabile del Dipartimento Emergenza Urgenza dell'Azienda Sanitaria, prevede che un solo medico del 118, quello a bordo dell’automedica “108” di Pavullo, copra l’intero Frignano, un’area notoriamente ampia, montuosa e con difficoltà logistiche non trascurabili.
Per il comitato pavullese, questa riorganizzazione non solo non migliorerà il servizio, ma metterà a rischio la sicurezza dei cittadini. 'Si allungano i tempi di intervento – avverte Bettini – e in caso di doppia emergenza uno dei due pazienti resterà senza medico. Avrà a disposizione solo un infermiere, il che, pur nella professionalità del personale infermieristico, non è sufficiente in situazioni critiche'.
Anche l’elisoccorso, spesso citato come strumento di supporto nelle zone montane, non può essere considerato un’alternativa reale, sottolinea Bettini: 'È un mezzo integrativo, non sostitutivo. Non sempre può volare, e non può garantire la capillarità necessaria nelle prime fasi di un intervento'. Un altro elemento che accende la polemica è il mancato coinvolgimento e la scarsa reazione degli amministratori locali. 'È inaccettabile quanto sta accadendo – afferma Bettini – e lo è ancora di più il silenzio dei sindaci. La politica locale dovrebbe difendere i presidi sanitari montani, invece sembra accettare supinamente le scelte calate dall’alto'.



