Lo ha detto, rispondendo a un’interrogazione di Maria Grazia Modena (Modena per Modena) nella seduta di oggi, il vicesindaco e assessore alla Sanità Francesca Maletti che in visita alla Cra Gorrieri è andata già l’8 luglio, per parlare con il presidente di Domus Guido Gilli, per poi tornarvi il 18 quando, insieme al direttore del distretto Ausl Andrea Spanò, ha pranzato con gli ospiti: 'Qualità buona - ha riferito - anche perché in base a un accordo con Cir i primi vengono preparati direttamente in struttura'. Per quanto riguarda l’agibilità, l’assessore Maletti ha spiegato che il progettista di Domus ha depositato il 4 giugno la documentazione Scia e Sccea (Segnalazione certificata di conformità edilizia e agibilità) e il sopralluogo nell’ambito dell’istruttoria di controllo ha avuto esito positivo. L’autorizzazione al funzionamento, che per struttura residenziale per persone non autosufficienti richiede un iter complesso, è stata rilasciata il 13 giugno sulla base della sussistenza dei parametri verificati dalla Commissione.
Inoltre, Maletti ha spiegato che, in considerazione della necessità di familiarizzare col nuovo edificio, pur senza aver ancora attivato i 20 posti per residenti privati, la cooperativa da subito ha aumentato la presenza di operatori durante la notte portandoli da due a tre per garantire il massimo di sicurezza. Con l’accoglienza nei posti privati, avviata in questi giorni, inoltre, il personale in servizio è stato ulteriormente adeguato. Attualmente con gli otto operatori e i tre infermieri assunti tra maggio e giugno, alla Cra Gorrieri sono in forza 41 operatori socio sanitari, nove infermieri professionali, un coordinatore, tre responsabili attività assistenziali, tre fisioterapisti e due animatori: tale dotazione organica è leggermente superiore ai parametri dell’accreditamento in base alla classificazione degli ospiti.In preparazione all’apertura della struttura, tutti gli operatori hanno partecipato a momenti formativi su funzionamento degli impianti di chiamata nelle camere, sistemi telefonici, di videosorveglianza, allarme incendio e antintrusione, effettuando inoltre una prova di evacuazione.
La data di trasferimento, altro tema sollevato nell’interrogazione, è stata concordata con settimane di anticipo
Gli operatori, coadiuvati dal personale manutentore, hanno predisposto il piano di trasferimento, mentre della fase operativa, durata una settimana, è stata incaricata una ditta di traslochi esterna. Il giorno del trasferimento, insieme al personale tecnico manutentore, c’erano anche altri 15 soci Domus e volontari della Parrocchia di San Faustino. Trentasette ospiti sono stati accompagnati a piedi nella camminata verso la nuova struttura, altri 24 in pulmino o auto, uno in ambulanza. Nel pomeriggio alcune operatrici hanno ritirato presso il Ramazzini gli ultimi oggetti personali degli ospiti.
Infine, sottolineando ai consiglieri interessati la possibilità di visitare la struttura a piccoli gruppi, l’assessora Maletti ha ricordato di aver trovato, già nella prima visita dell’8 luglio, in gran parte risolte le criticità evidenziate in quei giorni sulla stampa.
'Non è sicuramente da sottovalutare – ha aggiunto - il disagio provato da ospiti, familiari e personale con il trasferimento dal Ramazzini a cui erano affettivamente legati e avevo già spiegato e ribadito che il Comune continuerà un attento e scrupoloso monitoraggio sull’andamento di questa prima fase'.

