Già la sua candidatura è avvenuta in assenza di qualsivoglia indicazione ufficiale né supporto dei responsabili del partito locale. Zitto Roberto Solomita, sindaco di Soliera e segretario del PD modenese. Zitta Daniela Depietri, segretario del PD carpigiano. Zitto Alberto Bellelli, sindaco di Carpi, che con Taurasi non deve avere un gran rapporto avendolo escluso dalla vita politica e soprattutto amministrativa durante i suoi due mandati – salvo poi cercare di metterlo fuori dai giochi con la poltrona in Fondazione. Zitta soprattutto la base, almeno a giudicare dai pub e dai social. Con il post che ripubblica l’intervista incensante - ai limiti del redazionale - del candidando Taurasi uscita su un quotidiano locale che prende zero like dagli esponenti del PD locale - con alcuni che commentano apertamente “saresti perfetto come sindaco se le persone non ti identificassero col PD”. Mentre su un altro quotidiano locale Taurasi viene descritto come poco gradito alla “macchina comunale”, alla quale “non avrebbe lasciato un gran ricordo” durante la sua attività di amministratore.
Per questo nei corridoi del Comune, dai piani bassi a quelli alti, prende sempre più piede l’ipotesi di sparigliare le carte candidando, senza primarie, il vicesindaco uscente Stefania Gasparini. Una candidatura che avrebbe solo dei vantaggi per il partitone e per il sindaco Bellelli: da un lato eviterebbe di andare alla conta senza sapere prima il vincitore: perché quelle fra Taurasi e Righi non sarebbero primarie farlocche come sono state quelle del 2014 fra Bellelli e il renziano Roberto Arletti. Ma sarebbero primarie vere, che rischierebbero di creare fratture insanabili in un partito già dilaniato dagli scontri del 2019 fra Bellelli e l’ex vicesindaco Simone Morelli, che solo di recente hanno trovato una composizione non proprio amichevole in tribunale. Poi eviterebbe di avere un uomo del PD, Taurasi, in contrasto con l’amministrazione uscente, con la macchina comunale e con lo stesso PD.
Ma soprattutto la Gasparini, avendo apertamente supportato Elly Schlein alle primarie vinte contro Bonaccini – e che a differenza del collega modenese Andrea Bosi non ha ritenuto di dover ammorbidire la sua posizione esprimendo comunque “grande stima per Bonaccini' - potrebbe riscuotere l’appoggio diretto del segretario nazionale del PD, sicuramente intenzionata a mettere più bandierine possibili in casa del presidente della Regione e del PD.
Magath



