Ma in queste ore deve essere successo qualcosa di nuovo. Perché oggi diversi degli esponenti presenti all’incontro del centrosinistra, tenutosi lunedì sera, danno versioni diverse rispetto a quelle sentite nell’immediatezza della riunione.
E’ la sinistra storica, in particolare, rappresentata da Cesare Galantini e Fabrizio Artioli, a mostrare un certo nervosismo: avendo capito che il resto della coalizione tende a non voler fare le primarie. Fattore che, a questo punto, favorirebbe senz’altro Riccardo Righi. Senza le primarie, infatti, il centro della coalizione e in particolar modo Italia Viva, con Saverio Catellani, e Azione, con Paolo Zanca, che fino a ieri avevano fintamente sostenuto Taurasi, avrebbero buon gioco a chiedere di correre con un candidato che non sia espressione diretta del PD e soprattutto fortemente organico al partitone, come lo è lo storico il quale - per sua stessa ammissione – è iscritto dal PD fin dalla sua nascita e deve al PD oggi e ai DS prima tutta la sua carriera politica. La candidatura di Taurasi infatti sarebbe considerata troppo in continuità con quelle giunte che si sono susseguite negli ultimi 70 anni e che non è che oggi riscuotano una fiducia così forte fra i cittadini come 5/10 anni fa. E metterebbe Carpi a rischio ribaltone.
Ecco che la figura di Righi potrebbe essere invece identificata come “nuova” e “terza” rispetto al PD. Amministratore giovane, al primo mandato, svolto con una buona indipendenza e senza mostrare troppi legami con i potentati storici della città, Righi potrebbe arginare meglio di Taurasi la forza della destra, trainata dalle europee, e raccogliere voti in bacini nei quali un esponente diretto del PD non potrà mai avere alcuna chance.
Eli Gold



