Davanti all'allarme dell’aumento dei costi energetici i sindaci dei Comuni soci di Aimag hanno scritto al Gruppo guidato da Valerio Pozzi (nella foto) affinchè intervenga per attenuarne l’impatto.
'Come sindaci dei Comuni soci di Aimag abbiamo ritenuto doveroso porre con forza questo tema, chiedendo che venisse verificata ogni possibilità utile per contribuire, nei limiti delle competenze e degli strumenti disponibili, ad attenuarne l’impatto sulle nostre comunità. Una richiesta che parte dalla consapevolezza dei limiti dell’azione comunale, ma anche della responsabilità di rappresentare i bisogni dei cittadini - scrivono i sindaci di Bastiglia, Bomporto, Borgocarbonara, Borgo Mantovano, Campogalliano, Camposanto, Carpi, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Medolla, Mirandola, Moglia, Novi di Modena, Poggio Rusco, Quistello, San Felice sul Panaro, San Giacomo delle Segnate, San Giovanni del Dosso, San Possidonio, San Prospero e Soliera -. Non spetta ai Comuni determinare l’andamento dei mercati energetici, né intervenire direttamente sulle dinamiche che definiscono i prezzi. Ma questo non significa limitarsi ad assistere agli effetti che tali dinamiche producono sui cittadini. Quando il costo dell’energia cresce, aumenta la pressione sui bilanci familiari, si riduce il potere d’acquisto e diventano più difficili anche scelte quotidiane che incidono sulla qualità della vita delle persone',
'Riteniamo che chi ricopre una responsabilità pubblica debba interrogarsi sempre su ciò che può concretamente fare.
Il nostro compito è anche questo: rappresentare i bisogni dei territori, porre i problemi con chiarezza e sollecitare tutti i soggetti con cui abbiamo un rapporto istituzionale a valutare fino in fondo le possibilità a loro disposizione. Da questa impostazione nasce la sollecitazione che, come Sindaci soci, abbiamo rivolto al Gruppo. Non pensiamo che esistano soluzioni semplici a questioni complesse come quella energetica - concludono i Sindaci - Ma crediamo che, davanti a una difficoltà reale per le famiglie, rinunciare in partenza a cercare margini di intervento sarebbe sbagliato. La politica non può promettere di governare ciò che non dipende da lei, può però assumersi la responsabilità di utilizzare fino in fondo gli strumenti che ha. Ed è ciò che intendiamo continuare a fare'.



