La questione la avevamo già posta, ma è importante ribadirla alla vigilia dell'arrivo della stagione invernale e dell'inevitabile aumento dei casi. Una questione che non è di secondo piano e lo dimostrano alcuni recentissimi episodi di cronaca. E' notizia di oggi il ricovero in terapia intensiva di 4 anziani, tutti vaccinati, che avevano partecipato a un 50esimo di matrimonio nel padovano, mentre ieri abbiamo dato conto del focolaio in una Cra marchigiana con ben 68 positivi e 5 decessi, tutti vaccinati. Sono due casi drammatici, emblematici di quello a cui potremmo andare incontro nei prossimi mesi.
I dati dicono che i vaccinati hanno molte meno probabilità di finire in terapia intensiva o di morire in caso di contagio. E' giusto, fondamentale, dirlo, così come è importante non lasciarsi condizionare dal fatto che a livello assoluto oggi si ammalano più anziani vaccinati che anziani non vaccinati, essendo la percentuale di vaccinati molto più alta. Ma è altrettanto giusto mettere in guardia sul rischio che permane anche dopo la doppia inoculazione. Nascondere tale rischio sull'altare di una sorta di glorificazione a prescindere del vaccino, è pericoloso proprio in termini di salute pubblica. Ed è una responsabilità che nessuno, i media in primis, devono assumersi.
Occorre dire le cose come stanno, perchè il Covid se ne frega della politica e delle ideologie. E le cose, come la Scienza spiega in modo chiaro, stanno in questo modo. Uno: il vaccino riduce in modo significativo la possibilità di avere sintomi gravi in caso di contagio. Due: i vaccinati non sono immuni e possono ammalarsi, anche gravemente e per questo occorre continuare a mantenere distanziamento e usare la mascherina.
Purtroppo l'impressione è che il termine 'immunizzazione' sia funzionale al permanere nel nostro Paese della contesta norma del Green Pass. Un Green Pass che, ricordiamo, dura 12 mesi dalla vaccinazione, nonostante la Scienza abbia chiarito in modo netto che l'effetto-ombrello del vaccino duri molto meno, addirittura solo due mesi in caso di inoculazione con Johnson & Johnson.
Ecco allora che il Green Pass, associato a un vocabolario sbagliato, potrebbe indurre i vaccinati (soprattutto anziani) in attesa della terza dose a sentirsi protetti e a frequentare, forti del loro Qr, luoghi affollati senza le dovute precauzioni.
Giuseppe Leonelli



