“I neonati ed i lattanti – spiega Alberto Berardi - nei primi mesi di vita possono sviluppare gravi sepsi e meningiti da Streptococco B, che possono portare a morte o danni cerebrali permanenti. Da quando sono entrate in uso le vaccinazioni per meningococco e pneumococco, Streptococco B è divenuto la prima causa di meningite nei primi anni di vita. Inoltre, le gravide portatrici di Streptococco B in sede genitale, sebbene siano generalmente prive di sintomi, sembrano avere un maggior rischio di partorire prematuramente. Un vaccino che proteggesse dalla colonizzazione materna e dall’infezione neonatale sarebbe perciò necessario. Questa duplice protezione potrebbe essere raggiunta attraverso la somministrazione durante la gravidanza”.
Definire i meccanismi che scatenano la malattia neonatale tardiva (cioè dopo i primi 6 giorni di vita) da Streptococco B è essenziale per operare una prevenzione. La fonte di trasmissione rimane infatti spesso poco chiara. Frequentemente si tratta di neonati a termine, che erano perfettamente sani poco prima di ammalare gravemente, spesso in pochissime ore. “La nostra ricerca – conclude il prof. Berardi - ha chiarito alcuni importanti aspetti. Nella stragrande maggioranza dei casi le madri stesse sono state identificate come la fonte primaria della trasmissione di Streptococco B ai propri neonati. Chiarire l’origine della malattia aiuterà anche a prevedere l’impatto della vaccinazione materna, che speriamo sia presto disponibile”.

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