Al centro della piattaforma c'è un ritorno alle origini e ai principi fondamentali della Carta costituzionale, evocata come bussola indispensabile per fronteggiare un quadro economico e sociale definito 'esplosivo' che se posto all'interno della cronice della nuova legge elettorale mina gli stessi principi della costituzione al punto da fare parlare di emergenza democratica.
Il sindacato, per voce del segretario provinciale De Nicola, ha puntato il dito contro l'erosione del potere d'acquisto e un sistema fiscale ritenuto iniquo. Al centro delle critiche c'è il fenomeno del *fiscal drag* (il drenaggio fiscale), per cui l'aumento dell'inflazione finisce per divorare i modesti incrementi contrattuali, lasciando le famiglie con perdite stimate tra i 500 e i 1.500 euro reali.
A pesare sui bilanci domestici sono anche. Poi i rincari energetici e dei carburanti, con bollette cresciute in modo drastico e il pieno d'auto che costa una mensilità in più all'anno.

Poi i tema della precarizzazione del lavoro: a Modena, su oltre 70.000 nuove assunzioni registrate nell'ultimo anno, ben il 60% ha avuto carattere precario (tra contratti a termine e interinali), indebolendo la storica solidità del tessuto economico locale. Nella presentazione dell'evento è emerso anche l'impatto della povertà energetica e dei tagli sui bilanci dei comuni.
'L'associazione dei sindaci ha denunciato che il sistema degli enti locali dovrà fare i conti con centinaia di milioni di euro di maggiori oneri di gestione, mettendo a rischio la tenuta dei servizi pubblici essenziali.
Forte la denuncia sul fronte sanitario e sociale: mentre si continuano a registrare sottofinanziamenti strutturali – con la spesa pubblica per la salute vicina alla soglia critica del 6% del PIL e liste d'attesa interminabili le uniche risorse aggiuntive individuate a livello statale sembrano indirizzate verso il riarmo e la spesa militare, con 14 miliardi di euro in extra-deficit a debito destinati alle armi.
Dal mondo dell'ANPI, delle ACLI e
Un capitolo centrale è stato dedicato alla scuola e università. Studenti medi e universitari, pronti a mobilitarsi a fianco dei lavoratori, hanno denunciato istituti fatiscenti, caro-libri insostenibile e un'istruzione sempre meno accessibile. La scuola viene difesa come il 'principale presidio di pensiero critico e democrazia, contrapposta a un modello culturale basato sulla gerarchia, sulla repressione e sulla 'cultura della guerra'.
La manifestazione del 17 ottobre a Roma, che vedrà anche l'adesione di diversi amministratori locali tra cui i sindaci di Modena e Fiorano – non vuole essere una mera somma di vertenze, ma la costruzione di un'alternativa di Paese.
'Non ci rassegniamo a vivere con questi indici di disuguaglianza,' è il messaggio lanciato da Modena. 'La priorità assoluta resta la difesa dei salari, delle pensioni, della sanità e della scuola pubblica, rimettendo al centro la Costituzione e la pace'.




