L'assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dell'Hesperia Hospital di Modena e dell'Hesperia Diagnostic Center di Carpi (Gruppo Garofalo Health Care - GHC) indetta lo scorso 30 settembre dalla FP Cgil, ha deciso la proclamazione di uno sciopero generale di 24 ore per l'intera giornata di giovedì 15 ottobre 2026. Contestualmente, è stato proclamato il blocco del lavoro straordinario e supplementare, accompagnato da un presidio dalle ore 10 alle ore 12 davanti all’ingresso dell’Hesperia Hospital di Modena di via Arquà.
La decisione giunge a seguito del fallimento dei tentativi di conciliazione presso la Prefettura di Modena e della mancata disponibilità aziendale nel fornire risposte concrete alle rivendicazioni del personale.
'Alla base della mobilitazione vi sono criticità aperte da anni: il mancato rinnovo del contratto integrativo aziendale, scaduto da oltre 20 e senza alcuna disponibilità a garantire un effettivo recupero del potere d'acquisto o l'armonizzazione dei trattamenti economici; le disparità di trattamento economico e normativo tra i dipendenti; le problematiche legate alla gestione della reperibilità, all’orario di lavoro e ai riposi settimanali; le criticità nella programmazione delle sostituzioni del personale assente per malattia, infortunio o ferie (al punto che l'Hesperia Diagnostic Center di Carpi è costretto a chiudere due mezze giornate per carenza d'organico); infine, il mancato riconoscimento del diritto alla mensa o al buono pasto per i lavoratori di Carpi - spiega la Cgil -.
Come se non bastasse, l’azienda è in forte espansione e beneficia dei fondi pubblici stanziati a livello statale e regionale per l'abbattimento dei tempi d'attesa (ad esempio, le risorse destinate al piano di recupero delle liste d'attesa). A fronte di ciò, ha pianificato un imponente investimento di oltre 2 milioni di euro per l’adeguamento strutturale e tecnologico dei macchinari sanitari, destinando però zero euro al capitale umano. Vengono così ignorate le legittime aspettative di chi garantisce il servizio ogni giorno, i cui stipendi sono fermi da un decennio ed erosi dall’inflazione, mentre i profitti della sanità privata continuano a crescere'.'La vertenza Hesperia si colloca al centro di una riflessione più ampia sul futuro della sanità e dei servizi alla persona - sottolinea Mohcine El Arrag della FP Cgil Modena - Non è accettabile che nei servizi sanitari e socio-sanitari la qualità dell'assistenza erogata ai cittadini continui a reggersi sul sacrificio dei lavoratori, penalizzati da contratti bloccati, disuguaglianze retributive e condizioni di lavoro logoranti'.




