La Radioterapia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena si conferma tra le protagoniste della ricerca oncologica europea. L’Unità Operativa Complessa di Radioterapia, diretta dal professor Alessio Bruni ha partecipato con un ruolo di primo piano al Congresso annuale della European Society for Radiotherapy and Oncology (ESTRO 2026), uno dei più importanti appuntamenti scientifici internazionali del settore, svoltosi a Stoccolma.
La delegazione modenese, composta dal professor Bruni insieme al dottor Ercole Mazzeo, alla dottoressa Giulia Stocchi e al dottor Dario Corbelli, Medico in formazione specialistica,, ha contribuito alla presentazione di cinque studi multicentrici sviluppati in collaborazione con l’Oncologia Medica dell’AOU di Modena, diretta dal prof. Massimo Dominici, e con autorevoli centri italiani e internazionali. Le ricerche hanno approfondito il ruolo della radioterapia nei tumori polmonari, uro-oncologici e nel trattamento delle metastasi ossee, confermando il valore delle strategie terapeutiche integrate e personalizzate.
Particolare rilievo ha assunto lo studio multicentrico “Persian”, presentato in sessione plenaria e realizzato insieme ai principali centri italiani di riferimento per il tumore della prostata. Lo studio ha valutato l’associazione tra radioterapia stereotassica ablativa e apalutamide in pazienti affetti da carcinoma prostatico avanzato oligometastatico, dimostrando un miglior controllo biochimico della malattia, una risposta del Psa più profonda e duratura e un significativo prolungamento della sopravvivenza libera da progressione rispetto al solo trattamento farmacologico.
Il beneficio è risultato particolarmente evidente nei pazienti con un volume ridotto di malattia. Questa strategia terapeutica è già disponibile presso l’Aou di Modena per pazienti accuratamente selezionati e si caratterizza per un percorso estremamente agevole: il trattamento radioterapico viene infatti completato in sole tre-cinque sedute, con un impatto minimo sulla qualità di vita e una tossicità molto contenuta.Nel corso del congresso, Giulia Stocchi e Ercole Mazzeo hanno inoltre presentato uno studio dedicato alla de-escalation terapeutica nei pazienti con tumore prostatico ad alto rischio non metastatico. La ricerca valuta l’associazione tra radioterapia stereotassica e una durata ridotta della terapia ormonale, con l’obiettivo di mantenere l’efficacia delle cure riducendo al contempo gli effetti collaterali legati ai trattamenti prolungati. Elemento distintivo dell’esperienza modenese è l’impiego di tecnologie di ultima generazione, tra cui un innovativo sistema di monitoraggio ecografico in tempo reale che consente di seguire costantemente la posizione della prostata durante il trattamento, garantendo una precisione millimetrica e una maggiore protezione degli organi sani circostanti.
'I dati presentati a Estro – sottolinea il professor Alessio Bruni – confermano come l’integrazione tra competenze cliniche, ricerca e tecnologie avanzate consenta di offrire trattamenti sempre più precisi, personalizzati e sicuri.



