'L’ennesima rissa tra giovanissimi all’interno della stazione ferroviaria di Modena riaccende i riflettori su una situazione che denunciamo ormai da troppo tempo: la sicurezza della stazione non può essere affidata alla buona volontà dei pochi operatori rimasti in servizio. La stazione ferroviaria rappresenta uno dei principali punti di accesso alla città, un luogo frequentato quotidianamente da migliaia di persone e, proprio per questo, dovrebbe essere presidiato in maniera costante e visibile'. A parlare è Gianni Gravina, segretario provinciale Siap Modena.
'Oggi, invece, il progressivo ridimensionamento degli organici della Polizia Ferroviaria di Modena che nel giro di due anni perderà altri 4 operatori, rende sempre più difficile garantire una presenza continuativa durante l'intero arco della giornata. Non possiamo pensare di garantire sicurezza se gli uomini e le donne chiamati a svolgere questo compito sono sempre meno - sottolina Gravina -. Nei momenti di maggiore affluenza e soprattutto nelle ore serali, la stazione diventa un luogo nel quale la percezione di sicurezza diminuisce sensibilmente. Così la stazione rischia di diventare territorio di nessuno nel quale gruppi di giovani possono incontrarsi, creare situazioni di tensione e arrivare a episodi di violenza, con cittadini e viaggiatori che si trovano inevitabilmente coinvolti o costretti ad assistere a scene che generano paura e insicurezza.
Non è sufficiente intervenire quando la rissa è già scoppiata, quando si riesce ad intervenire con le Volanti che lasciano scoperto il territorio modenese per sopperire all'assenza della Polizia Ferroviaria'.'La sicurezza è innanzitutto prevenzione, presenza, controllo del territorio e capacità di intervenire tempestivamente. E per fare questo servono uomini. E non possiamo chiedere alla Polizia Ferroviaria di garantire una presenza capillare se, contemporaneamente, l'organico continua a ridursi senza un adeguato ricambio generazionale. Il Siap ritiene quindi indispensabile un rafforzamento dell'organico della Polizia Ferroviaria di Modena, attraverso nuove assegnazioni e un turnover che consenta di compensare il personale che, negli anni, ha lasciato il servizio o lo lascerà prossimamente. Non si tratta di chiedere semplicemente più poliziotti in termini astratti, ma si tratta di mettere gli operatori nelle condizioni di poter coprire le fasce orarie più delicate, garantire una presenza visibile, effettuare controlli e intervenire tempestivamente quando necessario. La sicurezza della stazione non può essere affidata esclusivamente alla capacità ed alla massima disponibilità dei pochi operatori rimasti ai quali si chiede di moltiplicare il proprio impegno. Il senso del dovere dei poliziotti non può diventare l'alibi per continuare a non affrontare il problema degli organici.




