Intanto c’è il problema politico: perché sia Venturini che i colleghi del PD, nel descrivere le motivazioni del voto contrario, hanno espresso, ribadito e avvalorato - senza troppi giri di parole e ipocrisie – tutte le perplessità che ogni buon amministratore locale dovrebbe avere su questo piano. A partire dall’assenza reale di controllo pubblico, che può voler dire scarsa capacità di incidere sulle scelte di Aimag: come l’impossibilità di calmierare le tariffe, consentire rateizzazioni dei pagamenti, gestire l’indifferenziato senza inceneritori, rispondere prontamente alle richieste di intervento, chiedere investimenti e migliorie. In breve: alzare il telefono, chiamare e essere ascoltati dall’azienda del territorio: un valore che secondo Venturini non ha prezzo – e infatti non compare nelle stime dei professionisti indipendenti consultati da Righi.
Sempre a livello politico Venturini ha anche descritto la genesi e le diverse pressioni per l’accordo: un’attività che sarebbe iniziata a maggio 2024 e che avrebbe visto i sindaci di Mirandola, Letizia Budri, e di Poggio Rusco, Fabio Sacchi - entrambi di centrodestra - parte attiva nel migliorare notevolmente la proposta iniziale. Sostenendo implicitamente che il piano sarebbe stato concordato con il centrosinistra carpigiano e con il sindaco Righi ancora prima delle amministrative - nonostante le opposte previsioni messe a programma – e a condizioni ancora peggiori per la multiutility mirandolese. E che solo l’intervento del centrodestra avrebbe evitato il peggio. Sono valutazioni forti, non ancora emerse in questi termini, che meriteranno un approfondimento. Ma che non stupiscono: perché è vero che la presidente di Aimag, Paola Ruggiero, vicina alla segretaria del PD Daniela Depietri e al sindaco Alberto Bellelli e già candidata per il PD carpigiano, è stata nominata dal suo territorio di riferimento, in contrasto con la bassa, con questo mandato.
Poi
Eli Gold


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