Facciamo fatica a dire che ne esce veramente vincente quella cordata che si dipana fra Campogalliano e Soliera. E che vede protagonisti Stefano Bonaccini, Davide Baruffi e soprattutto Roberto Solomita. Tutti già segretari del PD modenese, tutti evoluti nella scala politica - con Solomita che a oggi resta il PD più potente in provincia di Modena, visto il suo ruolo di inventore/creatore di Massimo Mezzetti, sindaco del capoluogo, del quale oggi è ufficiale di collegamento e Richelieu di fatto. Ma la vittoria c’è. Ma è monca, perché il partitone ne esce demolito. Di certo ne esce distrutta la corrente del PD modenese che fa riferimento all’ex sindaco Gian Carlo Muzzarelli, a Stefano Vaccari, a Enza Rando, a Maria Cecilia Guerra: gli unici a difendere acriticamente Reggianini: senza responsabilità oggettive personali, loro amico e soprattutto uomo – e su questo siamo noi i primi a difenderlo, specie in quanto uomo – ma indifendibile dal punto di vista politico. Se non altro per aver trascinato il partitone, a maggio - quando già gli erano ben chiari i risvolti dell’amara vicenda di Amo – in questa crisi. Per essersi fatto eleggere, pur sapendo delle gravi irregolarità in essere. Per poi però dire subito, alle persone a lui più vicine, “eh oggi ho vinto ma avrò dei forti pensieri per Amo”.
In questa triste vicenda ne escono vincitori il sindaco di Carpi, Riccardo Righi, e il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti. Nessuno dei due del PD. Ma che potrebbero, in realtà, incarnare un vero e nuovo PD: quello dell’alternativa davvero politica al PD del potere e delle poltrone.
Righi, per primo incalzato per la presenza in giunta di Di Loreto, dopo un comunicato prestampato a difesa attiva dell’assessore, è stato il primo a fare quel passo giusto e deciso nella miglior direzione. Chiedendo e ottenendo un difficile passo indietro all’assessore suo amico - personalmente oltre che politicamente e amministrativamente. E crediamo che Mezzetti abbia apprezzato e condiviso questo gesto. E lo stesso per Reggianini: le sue responsabilità sono tutte da valutare, ma il gesto c’è stato e gli fa onore.
Due veri signori: nulla da imparare dagli amici e difensori della Santanchè.
Magath

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