Da quello che risulta però la dipendente in questione sarebbe stata assunta solo nel 2021 dopo aver vinto un bando nella cui commissione valutatrice vi era come presidente proprio l'allora direttore Amo Alessandro Di Loreto, attuale assessore a Carpi, e la sua assunzione avrebbe coinciso con la risoluzione del contratto di consulenza contabile con un altro professionista.
Di fronte a una situazione così complessa occorre aprire porte e finestre e illuminare a giorno le stanze opache di una Azienda fino a ieri amministrata dall'attuale segretario provinciale Pd, Stefano Reggianini. Troppi i lati oscuri: perchè per i vertici Amo la responsabilità è da imputare solo ed esclusivamente a una dipendente assunta nel 2021, quando le anomalie sono iniziate nel 2019? Forse prima la stessa persona collaborava con gli uffici contabili, ma se la colpa è solo sua, come è stato possibile che la commissione giudicatrice non abbia notato nulla di strano e l'abbia promossa prima in graduatoria portandone così alla assunzione? Com’è possibile che nessuno si sia accorto di nulla per sei anni? Perchè una volta scoperta l'anomalia nell'aprile 2025, come dichiarato da Amo, non si è proceduto immediatamente alla denuncia in Procura? Perchè attendere due mesi e procedere solo dopo che la notizia è trapelata sui giornali?
Le domande - per rispetto della trasparenza - meritano una risposta sul piano politico, ancor prima che giudiziario. E allora, proprio perchè la situazione è così contorta, non ci si può permettere che tutto sia affidato alla magistratura, ma in un Ente a totale controllo pubblico e che si occupa di un tema tanto delicato come il trasporto pubblico, occorre mettere in campo azioni immediate in attesa dei pronunciamenti della Giustizia.
In questo contesto la strada del commissariamento dell'ente pare l'unica praticabile.
Lunedì 30 giugno si terrà infatti l’Assemblea dei soci, a partire dal sindaco di Modena Massimo Mezzetti e il presidente della Provincia Fabio Braglia, per l’approvazione del Bilancio 2024 di Amo e per la nomina del nuovo Amministratore Unico, c'è ancora tempo per una svolta vera.
Il commissariamento sarebbe la presa d'atto che occorre voltare pagina e mettere al centro la terzietà nella guida di enti che gestiscono enormi risorse pubbliche. Se si vuole recuperare credibilità nelle istituzioni, macchiate da una vicenda così grave, bisogna avere il coraggio di scardinare un modello consolidato. Non è certo una punizione verso qualcuno, ma la consapevolezza che il sistema è da rivedere nelle fondamenta. In caso contrario si continui come sempre, si proceda alla nomina del politico di turno completamente a digiuno rispetto al tema di cui l'Agenzia si occupa, si continui pure a dire che l'ammanco è solo colpa di una dipendente che ha rubato in perfetta solitudine, ancor prima di essere assunta e all'insaputa di tutti, si sostenga che chi chiede chiarezza strumentalizza e si gridi ai quattro venti che non è il tempo delle polemiche.
Cinzia Franchini



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