Ebbene e allora perchè tutti, con coro unanime, nessuno escluso, non lo applaudono con forza e convinzione? Fino a spellarsi le mani. Intonando cori da stadio a ogni suo passaggio, appendendo striscioni alle finestre e gettando petali di rosa e tulipani sul suo cammino, facendogli accarezzare i bambini in fasce e posare lo sguardo nascosto dietro gli occhiali a goccia sugli ammalati. Perchè non accade questo? Sarebbe il minimo.
Stefano Bonaccini, governatore dell'Emilia Romagna e presidente del Partito Democratico, proprio non se ne capacita, roba da non dormirci la notte.
Già la decisione del Governo Meloni di non nominarlo subitamente, immediatamente e con unanime compiacimento, commissario alla ricostruzione, lo aveva lasciato basito: 'Non ho idea del perchè non mi hanno nominato' - aveva detto.
Ma poi è accaduto l'impensabile. Una cosa incredibile, un affronto a cotanto splendore. Una bestemmia laica potremmo osare affermare. Legambiente, associazione da sempre vicina al centrosinistra, nei giorni scorsi è uscita sbattendo la porta dal 'suo' patto per il clima e il lavoro. Roba da non credere. Così Bonaccini ieri ha replicato stupito e costernato davanti a questa impensabile reazione dell'associazione che peraltro a Modena ha espresso l'assessore all'ambiente Filippi. Macchè criticare, 'ci dovrebbero anche applaudire' - ha detto elencando le sue meravigliose azioni ambientaliste: dal parco eolico e fotovoltaico flottante a mare, alla flotta di treni regionali tra le più nuove d'Europa, al fatto di governare la regione col più alto numero di piste ciclabili per abitante. In pratica in Emilia ci sono più ciclabili che biciclette, tanto che i genitori ai bambini come regalo di prima Elementare spesso regalano non più una bici, ma direttamente una ciclabile.
Ovviamente nessuna autocritica è giunta da Bonaccini rispetto ai rilievi mossi da Legambiente. Mai del resto, a memoria d'uomo, una autocritica si è levata dalle labbra del presidente emiliano. Certo, se uno non sbaglia mai, cosa deve criticare a se stesso? Non fa una piega.
'Siamo stanchi delle passerelle politiche che, con indosso la giacca della Protezione Civile, ci raccontano che “l’Emilia Romagna è grande, risorgeremo e torneremo come prima” perché è proprio quel come “prima” che ha portato in questi ultimi giorni l’acqua nelle case di tanti nostri concittadini.
Ma su questo il presidente più bello e più bravo del bacino del Mediterraneo non replica. Onestamente cosa ci sarebbe da replicare? Cosa rispondere a critiche sterili e frutto di un malanimo ingiustificabile? Ma egli, il Governatore, che oltre ad essere bello, bravo e giovanile, è anche buono, ha già perdonato tutti, purchè ovviamente rinsaviscano e accettino il dialogo: 'Dal mio punto di vista l'interlocuzione con Legambiente può e deve continuare in ogni caso e ogni giorno rispetto alle questioni che ritengono giusto porre' - ha detto. Un grande presidente!
Giuseppe Leonelli

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