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Modena, il punto di fine anno del sindaco: la frattura col Pd e l'assenza degli assessori vicini a Muzzarelli

Modena, il punto di fine anno del sindaco: la frattura col Pd e l'assenza degli assessori vicini a Muzzarelli

E mentre in casa Pd sono iniziate le lotte intestine per una sedia in Parlamento (Vaccari si è già autocandidato, Bonaccini ha già un biglietto vincente firmato dalla Schlein, Muzzarelli è rosso di rabbia), Mezzetti ribadisce di non voler fuggire da nessuna parte


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La frattura tra il sindaco di Modena Massimo Mezzetti e il gruppo Pd che sostiene la sua maggioranza è ormai evidente e nel tradizionale incontro con la stampa di fine anno le principali domande dei giornalisti si sono concentrate proprio su questo braccio di ferro, del tutto inedito per la storia della città, almeno nelle proporzioni. Per restare alla politica, nessuna domanda invece dai tanti giornalisti delle diverse testate presenti, sul ruolo dell'opposizione. E non è un caso, vista l'evanescenza della minoranza a traino Fdi.
Mezzetti in questo anno e mezzo con la fascia da sindaco ha avuto il merito e il coraggio di rompere alcuni degli storici equilibri del sistema di potere modenese (dal nodo partecipate passando per l'urbanistica, fino ad arrivare ai rapporti con Hera) e questa ventata di aria nuova non è stata gradita al conservatore Pd della città guidato da Lenzini e che fa riferimento all'ex sindaco Muzzarelli.
Nel suo 'primo anno solare' come è stato definito dal presentatore della mattinata, il presidente dell'Associazione stampa modenese Pier Paolo Pedriali, Mezzetti ha spezzato equilibri sia di sostanza che di forma, lanciando accuse aperte al suo predecessore, come mai avvenuto in 80 anni di governi di centrosinistra.
Nel corso dei mesi
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del 2025 sul tema ex Fonderie Mezzetti ha parlato di 'inaugurazioni a favor di fotografi' (oggi la notizia sarebbe la volontà di trasferire nel futuro costosissimo complesso ristrutturato gli uffici comunali), sul rapporto con Seta ha detto che i rilievi della Corte dei Conti non erano mai stati raccolti dalla giunta precedente, sui rifiuti ha completamente bocciato le scelte sul porta a porta, sull'urbanistica ha cancellato i 19 progetti pensati da Muzzarelli stesso...
Tutte scelte che questa mattina il sindaco ha rivendicato e ribadito. Nessun passo indietro, nessun tentennamento, a conferma di voler andare avanti con la sua sfida al blocco politico-economico che dal Dopoguerra guida la città.
Davanti alle domande incalzanti sul clima di tensione coi Dem questa mattina Mezzetti ha comunque cercato di stemperare i toni dicendo di rispettare le dinamiche interne al Pd, al quale ha ribadito di non essere iscritto, e ha glissato sulle conseguenze concrete di questa battaglia di nervi, a partire dal maxi emendamento che ha sconfessato il suo assessore Carla Ferrari.
Mezzetti non si è sbilanciato nemmeno sull'eventualità di un suo secondo mandato sottolineando comunque di non voler cercare un paradiso a dispetto dei santi.
Del resto definire 'paradiso' il campo di battaglia nel quale si affrontano giunta e gruppo Pd in piazza Grande è un eufemismo, tanto che da tempo si ipotizza di una possibile candidatura dello stesso Mezzetti in parlamento già il prossimo anno. Ma a precisa domanda su questo il sindaco è stato chiarissimo: 'non lascio Modena in nessuno caso e nemmeno al termine di questa esperienza ho intenzione di candidarmi per un ruolo a Roma'. Insomma, mentre in casa Pd sono iniziate le lotte intestine per una sedia in Parlamento (Vaccari si è già autocandidato, Bonaccini ha già un biglietto vincente firmato dalla Schlein, Muzzarelli è rosso di rabbia), Mezzetti ribadisce di non voler fuggire da nessuna parte.
E il Pd modenese? Dal canto suo oggi un segnale il gruppo Dem, nemesi di Mezzetti, lo ha dato. All'incontro di stamattina erano presenti, insieme al sindaco, gli assessori Molinari, Maletti, Bortolamasi, Ferrari, Zanca, oltre al capo di gabinetto Solomita e al capo della segreteria politica Marino. Insomma, a parte alcune assenze giustificate (la fedelissima Camporota e il mite Ferraresi) nel gruppo spiccava l'assenza di entrambi gli assessori vicini a Muzzarelli: Giulio Guerzoni e Federica Venturelli.
Difficile pensare sia un caso.
Giuseppe Leonelli
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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