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Modena, polizia locale: il taser è un paravento. Comando pieno di strumenti mai usati

Modena, polizia locale: il taser è un paravento. Comando pieno di strumenti mai usati

Se la polizia locale già ha disposizione un armamentario mai utilizzato, che senso ha fare una battaglia per comprare una pistola elettrica?


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'Non attiene alle competenze del Consiglio comunale, ma al comandante e ai dirigenti preposti, proporre agli agenti di Polizia locale di Modena la sperimentazione del taser, che è a tutti gli effetti un’arma e non incide sulla sicurezza del territorio'. Con questa motivazione, il Consiglio comunale di Modena giovedì non ha approvato la mozione proposta da Fratelli d’Italia, Lega Modena, Forza Italia e Modena in ascolto che chiedeva, appunto, un periodo di sperimentazione dell’arma a impulso elettrico per gli operatori del nucleo “Pronto intervento”. La mozione è stata respinta col voto contrario di Pd e Avs e l’astensione di M5s, e Pri-Azione e ovviamente il centrodestra ha attaccato la giunta sul tema sicurezza. 'Prima viene l’ordine, poi la coesione sociale: il taser serve a rendere i cittadini liberi e responsabili, anche perché, statisticamente, la sola vista dello strumento ha già un effetto deterrente' - ha detto il gruppo Fdi.

 

In realtà, a ben vedere, il tema del taser - pur appassionando il dibattito tra favorevoli e contrari - rappresenta solo uno specchietto per le allodole rispetto al nodo della organizzazione della polizia locale.
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Oggi gli agenti del Comando di via Galilei, oltre ad essere già dotati di pistola e manganello, hanno a disposizione, come certificò il sindacato degli agenti Sulpl, una serie di altri strumenti:
-4 metal detector, acquistati a marzo 2024 e quasi mai usati: non risulta sia stata fatta alcuna istruzione o formazione ad alcun operatore in servizio.
-Le bodycam, acquistate oltre due anni or sono e ancora in attesa dell'autorizzazione del Garante della Privacy.
-I Bolawrap laser una sorta di laccio in kevlar, di cui fu fatta una formazione ad alcuni agenti ufficiali a settembre 2023, ma che non vennero mai usati.
Ora, il ragionamento è tanto semplice quanto lampante: se la polizia locale già ha disposizione tutto questo armamentario e mai lo utilizza, che senso ha fare una battaglia per comprare una pistola elettrica, peraltro potenzialmente pericolosa? La pistola nella fondina non è già una deterrente sufficiente?
Ma non solo, anche qualora gli agenti avessero il famoso Taser, cosa cambierebbe in termini di approccio sul fronte della sicurezza? L'impressione è che il bagno di realismo a cui è chiamato il centrosinistra, ancora incapace di associare in modo diretta il tema immigrazione alla sicurezza, dovrebbe farlo il centrodestra prendendo atto che non è una pistola gialla elettrica la soluzione a ogni male.
g.leo.
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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