Gentilissima dottoressa Galassi,
ho letto con attenzione le sue dichiarazioni circa il Punto nascite di Pavullo e vorrei conoscere la sua opinione su una questione della massima importanza.
Lei riesce a spiegarci dal punto di vista medico-scientifico la decisione di trattare i traumi di donne gravide e minori al Pronto Soccorso del Policlinico di Modena e non all'ospedale di Baggiovara?
Riesce a spiegarci perchè, per un ordine di servizio del 118 risalente al 2005, il mezzo di soccorso che raccoglie una donna gravida o un minore al di sotto dei 14 anni vittime di un incidente debbano essere trasportati al PS del Policlinico dove troveranno il pediatra, il ginecologo, l'ostetrico e non un centro attrezzato per il trauma?
Riesce a spiegarci dal punto di vista medico-scientifico perchè se in caso di incidente in cui sono coinvolti mamma, papà e figlio minore, i primi vengono portati a Baggiovara e il minore viene portato 'da solo' al Policlinico?
Nei fatti nella nostra provincia a donne gravide e minori traumatizzati è negato l'accesso alle cure di eccellenza per i traumi fornite solo dall'ospedale di Baggiovara con personale dedicato e strumenti all’avanguardia, e con una casistica che permette una risposta efficiente e un continuo allenamento e affiatamento dell'equipe dedicata ai traumi, al contrario del Policlinico che ha vocazione internistica e che non ha equipe dedicata ai traumi, non ci sono percorsi privilegiati, non c'è un numero sufficiente di casi per mantenere una risposta diagnostica – terapeutica adeguata.
Se è vero che il Punto nascite di Pavullo non è idoneo a affrontare emergenze perchè il personale con un numero inferiore di 500 parti all'anno non avrebbe il giusto allenamento e esperienza, allora perchè dovrebbe esserlo il PS del Policlinico di Modena?
In questo momento donne gravide e minori a Modena sono cittadini di serie B.
La ringrazio fin d’ora se volesse rispondere a queste domande.
Anna Beatrice Borrelli


