Credo, ma non potrei giurarci, che le uniche due ragazze, tossicodipendenti, subiscano quotidianamente violenze sessuali e fisiche da tutti gli altri uomini del gruppo. Le chiamate alla polizia che io e pochi altri vicini di casa facciamo ormai non si contano. Nella maggior parte dei casi nemmeno arrivano i poliziotti. Ma la mia non vuole essere una denuncia alla polizia, ma a chi permette che questo accada. A chi permette che in questa città ci siano persone senza casa, senza lavoro, senza identità. Persone fantasma, di cui nessuno vuole farsi carico. Eppure ci sono e diventano sempre di più. E la loro disperazione le porta a compiere ogni sorta di azione. Io non sono angosciata perché non riesco a dormire di notte. Sono angosciata perché non posso fare a meno di pensare a quelle due ragazze che vengono violentate, a tutti quei ragazzi che stanno perdendo la vita con la droga e a tutti quelli che quotidianamente vendono la morte sotto gli occhi di tutti. A quelli che dormono sui cartoni tra i loro stessi escrementi, perché per questa città non sono nessuno.
Eppure sono arrivati. Stanotte mia figlia dormiva e non si è accorta di niente. Nemmeno le altre volte se ne è accorta. Perché io tengo chiusa la finestra della sua camera. Lo faccio per tutelarla da queste ingiustizie. Perché è una bambina. Perché proprio ieri mi ha detto che alcune persone sono strane perché non credono agli unicorni e lei non si spiega come sia possibile non crederci. Ma per quanto tempo ancora potrò nasconderle questo orrore?
Angela Santoro

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