Gentile direttore,
avrei una lettera aperta per gli illustri sindaco Muzzarelli e assessore Filippi.
Immaginiamo anche che la città sia pulitissima e che l'inceneritore (pardon, temovalorizzatore tramite delibera ferragostana), ma ne valeva la pena introdurre la raccolta rifiuti porta a porta ed eliminare i cassonetti? Ne valeva la pena?
Ne valeva la pena quando sarebbe bastato introdurre i cassonetti con tessera? Avete mai pensato di avere una figlia, un figlio, una sorella o un fratello, costretti a raccogliere sacchi di rusco nel cuore della notte con questo freddo e per quattro soldi? Quando tutto era meccanizzato e gli operatori potevano tranquillamente agire nel caldo della cabina di un camion?
Avete mai pensato a cosa prova uno dei vostri anziani genitori costretto ad uscire di casa con questo freddo, magari mentre piove, dopo le 20 per depositare il famigerato sacco giallo o azzurro?
Capisco l'intervento di vigili del fuoco o di operatori sanitari con ogni condizione atmosferica in caso di emergenze, ma questa raccolta porta a porta non la capisco.
Mi sembra una costrizione, per molti versi dannosa, maturata in un contesto di scarsa sensibilità nei confronti delle Persone (con a P maiuscola) che questa raccolta la devono subire e gestire.
Eppoi, per tornare all'introduzione, la città non è pulitissima (anzi, è molto più sporca) e l'inceneritore continua a bruciare rifiuti (più di prima e provenienti da fuori regione).
Senza farci del cinema, se fossi in Voi un esame di coscienza lo farei: soprattutto per rispetto delle Persone (con la P maiuscola) di cui ho parlato in precedenza.
Cordialmente,
Roberto Malavasi - Albareto
Porta a porta Modena, caro sindaco e assessore: ne valeva la pena?
Mi sembra una costrizione, per molti versi dannosa, maturata in un contesto di scarsa sensibilità nei confronti delle Persone
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