L'Italia è una Repubblica parlamentare, ovvero il Parlamento, direttamente eletto dai cittadini, è il soggetto, l'attore primo. È il Parlamento ad eleggere il Presidente della Repubblica, è il Parlamento a mantenere, con la fiducia, in carica il Governo, suo delegato per la funzione esecutiva.
Si è voluto così sin dal sorgere della Repubblica, con la Costituente e la Costituzione. In Parlamento siedono i rappresentanti dei partiti eletti dagli elettori, gli elettori italiani sono iscritti d'ufficio al voto, al compimento della maggiore età. Votare è, in Italia, un diritto/dovere. Negli USA, invece, i cittadini che intendono andare a votare devono prima andare a registrare il loro intento: votare è facoltativo e va richiesto ufficialmente.
Sarà per questo che l'affluenza alle urne in USA non va oltre il 55 - 57% dei cittadini americani ? L'affluenza alle urne degli italiani nelle elezioni politiche è stata per molti anni massiccia, ad esempio fino alle politiche del 1979 si registrava un 90%, ma con il passare degli anni è via via scemata, passando dall'81% del 2001 al 72% del 2013, mentre nelle Europee non si andava oltre il 65%.
Peggio ancora nelle elezioni regionali : nel 2014 in EmiliaRomagna i votanti sono stati il 37,67%, mentre in Calabria raggiunsero il 44%.
Anche in Sicilia, regione a statuto più che speciale, le due ultime elezioni amministrative hanno visto una affluennza pari al 47,4% nel 2012 e al 46,7 nel 2017... Cosa succede allora se i cittadini italiani, iscritti d'uffico al voto, disertano in maggioranza le urne? Il Parlamento è da ritenersi valido, come si sono ritenute valide le Giunte Regionali elette da un terzo degli aventi diritto al voto, o sono da ritenersi invalidati a stregua dei Referendum abrogativi che richiedono il 50% + uno degli aventi diritto? Perché per abrogare una legge serve la maggioranza dei cittadini e per delegare il potere ad un Parlamento no? Cera un tempo in cui la flessione dell'uno-due % per cento dei consensi inquietava i partiti e l'intera coalizione di Governo, adesso non preoccupa più nemmeno l'astensione della maggioranza degli elettori e si procede come se niente fudesse! Se le percentuali di voto in futuro fossero malauguratamente queste, non sarebbe il caso di chiedersi se non sia ora di rivedere tutto l'architrave costituzionale in nome e per rispetto della Democrazia?
Massimo Guerrini