Per farvi capire meglio vi invio un piccolo opuscolo illustrato che ho pubblicato nel 2007, con il patrocinio dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Ci sono tutte le indicazioni di come si deve organizzare qualsiasi ospedale del mondo per affrontare le maxiemrgenze comprese quelle biologiche. E’ frutto della collaborazione di tutti gli esperti dei paesi della Nato riuniti in un maxi convegno ad Haifa (Israele). I capisaldi sono: la programmazione e la catena di comando predefinita, protocolli esecutivi chiari, stoccaggio di materiale (mascherine e respiratori) identificazione preventiva degli spazi, periodiche esercitazioni di tutto il personale, etc etc.
Nulla di questo è stato fatto; al contrario i servizi sono stati depotenziati. Insomma prima delle catastrofi (anche terremoti, inondazioni, edilizia etc) non si previene nulla; quando l’emergenza è in atto guai a chi indica le responsabilità perché è il momento del patriottismo e qualsiasi osservazione è considerata gratuita polemica; passata l’emergenza è inutile riproporre le questioni perché non fanno più notizia e non interessano più a nessuno.
Sapete come hanno risposto le istituzioni alle ripetute segnalazioni di insufficiente risposta ai traumi delle donne gravide e dei bambini: “c’è forse scappato il morto?”
L’impegno che vi chiedo è quello di leggere con attenzione e di lavorare insieme, passata l’emergenza, per fare applicare queste direttive. Lo dobbiamo al personale sanitario eroicamente in prima linea e a tutte le vittime. Come sempre prevenire è meglio che curare.
Daniele Giovanardi - ex primario del Pronto soccorso di Modena


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