È chiaro che dobbiamo essere consapevoli che il futuro va costruito tutti i giorni liberando quella passione, quella forza del territorio, quella creatività che sono l’anima che ha garantito crescita ed opportunità di lavoro, con la creazione di prodotti unici e di valore amati ed apprezzati in tutto il mondo.
Il sistema modenese (fatto di lavoro da sostenere ed imprese da valorizzare) è riferimento strategico per lo sviluppo e la crescita di tutta la Regione e del nostro Paese.
Seppure, come nel resto della Regione, la crescita sia rallentata per le note dinamiche internazionali, il territorio modenese è nelle prime dieci posizioni in Italia tanto per export quanto per reddito disponibile pro capite e per valore aggiunto pro capite.
Questi dati e la riflessione precedente ci impongono più di un interrogativo sulla tenuta del sistema, e sul come rafforzare le opportunità esistenti, nuovi mercati, nuove tecnologie, nuovi accordi commerciali proprio nel mondo che troppo spesso “gira alla rovescia”.
In questa direzione competitiva sta a pieno titolo il sistema bancario, che in questi anni ha assunto una proiezione sfidante, per ridisegnare alleanze e non solo. Anche nel settore bancario passa la capacità di seguire le evoluzioni sistemiche.
La storia ci insegna infatti che la presenza di banche importanti su un territorio è sempre stato un fattore fondamentale, per fiducia, sostegno, socializzazione del rischio e delle opportunità. E si può dire, senza tema di smentita, che le banche interconnesse con i territori sono più robuste e competitive.
Infatti, le Banche nate e sviluppatesi sul territorio hanno assicurato vicinanza, conoscenza e sostegno alle imprese, ma nella nostra storia anche ai tanti lavoratori che - utilizzando una chiara visione del territorio e del futuro anche per la spinta delle Amministrazioni locali (pensiamo ai villaggi artigianali per esempio) - hanno fatto nascere nuove imprese e fatto crescere al meglio quelle esistenti, portando la nostra Provincia ad essere protagonista del mondo, come dimostrano i dati economici.
La crescita delle nostre imprese e dell’export ha portato una provincia che era prevalentemente agricola ai vertici italiani e internazionali in tanti settori, con esportazioni passate dai pochi miliardi di lire del Dopoguerra agli oltre 18 miliardi di euro del 2025, superando recentemente grandi crisi come
È un sistema che va alimentato ancora oggi.
Le operazioni di aggregazione sono potenziali opportunità, ma al contempo portano, soprattutto a chi limita il pensiero, legittime e nuove preoccupazioni per il rischio di un allontanamento di quelli che sono i riferimenti strategici territoriali per il mondo delle imprese, del lavoro e della socialità.
A quanto si legge sulla stampa, sono in corso nuove importanti proposte per l’aggregazione del sistema che potrebbero coinvolgere anche la realtà modenese.
Sono procedure e scelte che rientrano nella libertà dell'agire del mercato, che non devono essere limitate, né assolutamente essere messe in discussione, ma credo importante richiamare l’attenzione e ricordare a tutte le Istituzioni che ogni azione, ogni decisione che interessi il nostro territorio, dovrebbe trovare la giusta attenzione affinché – a tempo debito - si possa suggerire ogni iniziativa per garantire ai mondi economico-sociali di Modena la migliore considerazione.
Chi fa impresa da noi, chi ha buone idee che necessitano spinta, sostegno e gambe, deve trovare ascolto e sostegno.
Penso inoltre che, quando sarà il tempo giusto, sarebbe bene chiedere ai protagonisti del mercato, con sede a Modena e non solo, di farsi parte diligente per confermare
Gian Carlo Muzzarelli - consigliere regionale
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