In occasione del Quarto Centenario della nascita di Cristina di Svezia (1626-1689) figura centrale nella Storia dell’Europa del Seicento, il comune di Sassuolo ha messo in campo un serie di iniziative culturali volte a ripercorrere l’eredità storica e il profilo intellettuale della sovrana. Un progetto inserito all’interno del programma del Festival Musicale Grandezze & Meraviglie con la collaborazione tra gli altri di Archivio di Stato di Modena, Biblioteca Estense, Università di Modena, Reggio e Bologna, Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti.
Iniziativa davvero encomiabile che apprezziamo, ma è davvero clamorosa l’assenza del Comune di Pavullo nel Frignano che più di chiunque altro sarebbe titolato a trattare il tema di Cristina di Svezia per la centralità nella vita della Regina della figura di Raimondo Montecuccoli che proprio nella nostra città ebbe i natali nel 1609. Ma d’altronde anche il quarto centenario della nascita del nostro passò in sordina per scarso interesse, mentre le Poste Nazionali austriache gli dedicavano un francobollo, dal momento che loro lo considerano un eroe nazionale.
Nel febbraio 1654 Montecuccoli incontra per la prima volta Cristina, figlia di Re Gustavo Adolfo suo principale rivale nella Guerra dei Trent’anni. Giunge a Uppsala, durante la sua missione diplomatica in Svezia.
Era stato inviato dalla corte imperiale per cercare di convincerla a non abdicare e a valutare un matrimonio con Ferdinando d'Asburgo. Lui è un uomo di 45 anni mentre lei è una ragazza di 28. Nei mesi successivi Montecuccoli frequentò assiduamente la corte e conquistò il favore della regina, tanto da ricevere anche l'onorificenza dell'Ordine dell'Amaranta. Quando Cristina lasciò la Svezia, Montecuccoli la raggiunse nei Paesi Bassi, arrivando ad Anversa il 16 settembre 1654.A Bruxelles fu presente anche al momento estremamente riservato in cui Cristina fece la sua professione di fede cattolica, alla presenza dell'arciduca Leopoldo Guglielmo e di pochi altri testimoni tra cui Raimondo; diversi storici ritengono che l’influenza di Montecuccoli fu determinante in questa scelta.
Nel 1655 i contatti continuarono. Montecuccoli raggiunse nuovamente Cristina mentre preparava il viaggio verso Roma. Nell'ottobre 1655 si unì al seguito che accompagnava Cristina in Italia e viaggiò con lei fino a Bologna, prima di proseguire verso Roma per predisporre l'ingresso della regina nella città. Cristina entrò solennemente a Roma il 23 dicembre 1655. La Regina affidò a Montecuccoli una propria lettera destinata all'imperatore, nella quale lo incaricava di riferire del suo cambiamento di religione.
Pertanto la conversione della Regina di Svezia al Cattolicesimo era un vero trionfo politico per il Papa e per l’Imperatore del Sacro Romano Impero Germanico!
Il loro rapporto personale è davvero interessante: le fonti ottocentesche parlano di Montecuccoli come di un «cavaliere a lei tanto ossequente» e sottolineano il particolare favore che Cristina gli dimostrava. Campori riferisce anche che la regina, prima della sua partenza, gli avrebbe dato una «preziosa testimonianza del gradimento suo per i servigi ricevuti. Questo però non permette di affermare storicamente che tra i due vi fosse una relazione amorosa, ma il dubbio rimane.
Le fonti documentano con certezza una stretta frequentazione, stima e confidenza, all'interno della quale Montecuccoli ebbe un ruolo diplomatico di grande fiducia.
E c'è un dettaglio davvero suggestivo: nel testamento di Montecuccoli compare ancora un ritratto di Cristina di Svezia ornato di diamanti, segno che quel rapporto ebbe un peso particolare anche nella memoria personale di Raimondo.
Forse la passione che li legava era più intellettuale che fisica. Cristina amava circondarsi di grandi personaggi nella sua Corte come René Descartes (Cartesio).
Ricordiamo che lo scrittore Daniele Bondi, originario di Pavullo, in occasione del Quarto Centenario della nascita del Feldmaresciallo scrisse un opera teatrale Raimondo & Cristina che si potrebbe riproporre. Sulla scorta di una vicenda che Padre Berardo Rossi, già fondatore del Coro dell’Antoniano aveva trattato nella biografia del Grande Generale Pavullese.
L'auspicio è che anche l'Amministrazione Comunale di Pavullo sia in grado di cogliere questa occasione irripetibile per inserirsi in extremis nel circuito delle celebrazioni, partecipando con un momento di approfondimento dedicato. Sicuramente per cogliere al volo un’opportunità del genere serve una sensibilità storica e una visione culturale di un certo livello, come quella del Comune di Sassuolo o quella del Comune di Modena. Chiunque avrebbe colto al balzo questa opportunità. Chissà che un'impennata d'orgoglio dell'ultimo minuto non riesca a fare il miracolo, ricordando che persino a Pavullo la storia di casa nostra merita di essere appoggiata e valorizzata dalle istituzioni, anziché venire lasciata del tutto alla buona volontà di associazioni private.
In ogni modo troverete le vicende di Raimondo & Cristina narrate all’interno del Museo Storico del Castello di Montecuccolo, allestito dalla nostra Associazione.
Alessio Bononcini, Associazione “Il Frignano dei Montecuccoli”
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