'Per questo pensiamo che le motivazioni delle dimissioni di Cattabriga non siano solo di natura personale, ma perché si sarà reso conto delle difficoltà nell’imporre un cambio di politica all’interno di Seta, anche nel riportare semplici principi di democrazia da molto tempo aboliti. Se come pensiamo hia trovato un terreno difficile, non ha usato però il pugno di ferro e non è riuscito ad attuare il cambiamento promesso: è stato il presidente delle lettere di ringraziamento e di stima verso tutti, ma in una azienda come Seta c’era bisogno di ben altro - continua Usb -. Basta pensare che sono passati otto anni dalla nascita di Seta, e in questo arco di tempo non si è neanche riusciti a fare un unico contratto di lavoro a condizioni più favorevoli, tra Modena, Reggio Emilia e Piacenza. Attualmente i lavoratori di Modena sono quelli che hanno le condizioni peggiori e che continuano a pagare il prezzo della fusione. Seta è una Azienda unica solo sulla carta. Apprezziamo il coraggio che ha avuto di dimettersi, consapevoli che dovevano fare la stessa scelta anche altri Dirigenti, e lo ringraziamo perché erano ritornate delle pratiche normali, come quelle almeno di ricevere e ascoltare i problemi di lavoratori e lavoratrici o di inviare un semplice telegramma di condoglianze al dipendente che aveva subito un lutto; piccole cose ma apprezzabili, dal momento che prima neanche questo si faceva, con l’intenzione di mantenere una distanza enorme tra dirigenza e dipendenti.
'Seta, dimissioni Cattabriga: non è riuscito a cambiare l'azienda'
'Sono passati otto anni dalla nascita di Seta e in questo arco di tempo non si è neanche riusciti a fare un unico contratto di lavoro'
'Per questo pensiamo che le motivazioni delle dimissioni di Cattabriga non siano solo di natura personale, ma perché si sarà reso conto delle difficoltà nell’imporre un cambio di politica all’interno di Seta, anche nel riportare semplici principi di democrazia da molto tempo aboliti. Se come pensiamo hia trovato un terreno difficile, non ha usato però il pugno di ferro e non è riuscito ad attuare il cambiamento promesso: è stato il presidente delle lettere di ringraziamento e di stima verso tutti, ma in una azienda come Seta c’era bisogno di ben altro - continua Usb -. Basta pensare che sono passati otto anni dalla nascita di Seta, e in questo arco di tempo non si è neanche riusciti a fare un unico contratto di lavoro a condizioni più favorevoli, tra Modena, Reggio Emilia e Piacenza. Attualmente i lavoratori di Modena sono quelli che hanno le condizioni peggiori e che continuano a pagare il prezzo della fusione. Seta è una Azienda unica solo sulla carta. Apprezziamo il coraggio che ha avuto di dimettersi, consapevoli che dovevano fare la stessa scelta anche altri Dirigenti, e lo ringraziamo perché erano ritornate delle pratiche normali, come quelle almeno di ricevere e ascoltare i problemi di lavoratori e lavoratrici o di inviare un semplice telegramma di condoglianze al dipendente che aveva subito un lutto; piccole cose ma apprezzabili, dal momento che prima neanche questo si faceva, con l’intenzione di mantenere una distanza enorme tra dirigenza e dipendenti.
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