Eppure nella lunga nota inviata dalla segreteria provinciale guidata da Massimo Paradisi, la parola 'Policlinico' non appare mai. Mai si cita il centro dell'intero dibattito che da 20 giorni interessa la città e la Regione Emilia Romagna. Un dibattito innescato non da malevoli voci, non da ossessive fake news, non da fonti impazzite, ma dallo stesso primo cittadino con una intervista in esclusiva a un quotidiano cartaceo.
E allora cosa serve parlare di 'universalità', di 'bisogni di cura delle persone', di 'rafforzamento dell'integrazione socio-sanitaria' o di 'necessità di tenere insieme la visione di futuro e le urgenze del presente' se non si ha la forza di nominare l'oggetto del dibattito.
Se la parola Policlinico viene trasformata in tabù, perchè evidentemente divisiva. Va bene la volontà di tenere insieme il partito, di cercare un equilibrio istituzionale, ma una presa di posizione minima, forse, è necessaria. Esattamente qual è oggi la posizione del Pd provinciale sull'ospedale della città? L'idea di Mezzetti di creare alloggi al posto di ambulatori e sala mediche è condivisa? Non basta dire 'apriamo il dibattito sul piano provinciale', come vuole il sindaco per uscire dalle sabbie mobili del Pd della città, ancora critico - per ora silenziosamente - al progetto. Non basta, perchè il dibattito è già stato largamente aperto dal sindaco stesso. La mucca nel corridoio c'è già, per citare l'amato Bersani. Far finta di non vederla non aiuta.
Il segretario cittadino Pd Diego Lenzini, pur senza riportare le critiche emerse in Assemblea Pd, aveva detto chiaramente che il cuore del Policlinico deve restare in via del Pozzo. Almeno questo il Pd provinciale è in grado di dirlo?
G.Leo.


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