Si tratta della consigliera M5S Monica Medici, dell'ex vicesindaco Simone Morelli e dell'ex attivista Lega Stefano Soranna. I tre, in base al decreto di citazione a giudizio del Pm Claudia Natalini, si dovranno presentare davanti al giudice del tribunale di Modena il prossimo 30 novembre.
Nel dettaglio Monica Medici è accusata di diffamazione per avere condiviso sulla propria pagina Facebook il comunicato stampa del sindaco di Carpi Bellelli, accompagnato da una frase che richiamava il famoso caso dell'acquisto (che nel post viene definito 'a prezzo interessante') di una abitazione in via Industria da parte della moglie del sindaco, una allusione ad un vantaggio economico - ricordiamo - smentita dal sindaco stesso e dalle indagini dei carabinieri. Non viene dunque citato il caso del 'dossier' sventolato dalla stessa Medici davanti al sindaco in Consiglio comunale
Morelli e Soranna invece sono accusati di tentata diffamazione in concorso per 'avere compiuto atti idonei e diretti ad offedere a mezzo stampa il sindaco Bellelli'. La vicenda è nota e riguarda il famoso 'dossier' sulla falsa storia di corruzione abuso di ufficio inerente sempre la casa della moglie del sindaco, mai pubblicato dai giornali locali. Storia che, in base alle carte, si tentò di far pubblicare anche alla nostra testata, La Pressa attraverso l'intercessione di Mattia Vivarelli, non indagato. L'intento come noto non riuscì perchè nessuna dei giornalisti contatti accettò di pubblicare la notizia in assenza di riscontri.
Da notare come nel decreto di citazione sia presente anche una quarta persona, una utente Facebook accusata di avere offeso, sempre su questo social, il sindaco.
Il commento
Laconico e amareggiato il commento della consigliera M5S Monica Medici che abbiamo contattato telefonicamente. 'Io sono certa di non avere offeso nessuno e credo che si tratti di un modo adottato dal sindaco di Carpi per rendere difficile la vita a me e alla minoranza in Consiglio comunale. Non vi è altro scopo in questa querela e nessun vantaggio per i cittadini'.
Giuseppe Leonelli

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