E, come in ogni campagna elettorale che si rispetti, sono già iniziate le schermaglie per ottenere un posto in Parlamento, un Parlamento ricordiamo che ospiterà 345 deputati e senatori in meno.
Archiviata in fretta e furia la ramanzina sulla 'irresponsabilità di portare il Paese al voto' (invettiva nella quale oggi si è esibito anche il sindaco Muzzarelli), il Pd modenese è il primo a prepararsi alla corsa.
Il segretario provinciale Roberto Solomita quattro giorni fa è stato chiaro: non verranno candidati i sindaci e gli amministratori locali. Questo significa che per lo stesso Giancarlo Muzzarelli le porte di Roma sono chiuse.
Unica uscente locale è Giuditta Pini che punta al terzo mandato, mentre i paracadutati Piero Fassino e Beatrice Lorenzin probabilmente cercheranno altre collocazioni. Sperano in una promozione i consiglieri regionali Francesca Maletti e Luca Sabattini, mentre appare scontato il ripescaggio di Stefano Vaccari. Qualche ambizione anche per due uomini oggi alla corte di Stefano Bonaccini: l'ex sindaco di Medolla Filippo Molinari e l'ex deputato Davide Baruffi.
Per restare nel campo del centrosinistra quasi scontata la conferma di Matteo Richetti, numero 2 di Calenda, e di Cecilia Guerra per Articolo 1.
I 5 Stelle oggi contano 4 parlamentari modenesi: Maria Laura Mantovani, Stefania Ascari, Vittorio Ferraresi e Gabriele Lanzi. Considerato il tracollo di consensi l'unico ad avere serie possibilità di riconferma è Lanzi, oggi promosso a referente regionale.
In casa Lega probabilmente verranno ripresentati tutti e tre i parlamentari uscenti: Stefano Corti, Guglielmo Golinelli e Benedetta Fiorini (5 anni fa eletta con Forza Italia). Un terzetto accomunato dall'essere al primo mandato.
In casa Forza Italia, dopo l'addio di Brunetta e Gelmini, si tenterà di ricomporre il partito. In chiave modenese logico immaginare una ricandidatura per Enrico Aimi, ormai big regionale del partito, dopo l'addio di Cangini.
Infine Fratelli d'Italia. Il partito della Meloni rispetto a cinque anni va è volato nei consensi. Scontata la candidatura di Michele Barcaiuolo mentre tra le donne potrebbe provarci Daniela Dondi.
Ultima nota la merita il partito di Paragone. Italexit oggi nei sondaggi è dato intorno al 3%, dovesse superare la soglia di sbarramento spera in una candidatura anche il modenese Roberto Giusti, oggi promosso a responsabile della comunicazione del partito. Giusti dovrà vedersela con la referente regionale Mia Gandini.
Giuseppe Leonelli



