Così Cisl Emilia Centrale, Cisl Medici Emilia Centrale e Cisl Fp Emilia Centrale intervengono sul percorso avviato dalle Aziende sanitarie di Modena e Reggio Emilia dopo la clamorosa bocciatura dei sei primari di chirurgia guidati da Fabrizio Di Benedetto, nella foto, (qui) con Roberta Gelmini, Silvia Neri, Micaela Piccoli, Stefano Sassi e Michele Varoli e l'altrettanto incomprensibile soddisfazione di segno opposto del sindaco di Sassuolo Mesini. 'Gli annunci sono arrivati sulla testa di chi lavora nei reparti e questo ha generato delusione. Basta ascoltare cosa dicono e scrivono in queste ore i professionisti della sanità. Siamo alla fase zero, ci viene detto. Bene: proprio per questo sarebbe servita da subito una volontà d’ascolto. Non dopo gli annunci', incalzano i sindacati.
Gli stessi documenti dell'Ausl di Mattia Altini anticipati in anteprima da La Pressa prevedono gruppi professionali interaziendali chiamati a elaborare scenari concreti. 'I gruppi di lavoro devono servire a costruire e confrontare scenari diversi, non a dare attuazione a scelte già definite – osservano Cisl, Cisl Medici e Cisl Fp –, non per tradurre un mandato già confezionato, ma per modularlo e, se necessario, correggerlo. Il confronto deve partire da dati trasparenti: liste d’attesa, mobilità dei pazienti, tempi di accesso, posti letto, organici, investimenti e conseguenze sull’intera rete. Così come non si può progettare una nuova rete sanitaria senza un piano del personale: quanti medici, infermieri, oss e tecnici serviranno, dove lavoreranno, se sono previste assunzioni o mobilità e quali effetti ci saranno su turni, guardie e pronte disponibilità'. Il metodo riguarda anche Scandiano, dato che l’Ausl reggiana valuta diverse soluzioni per l’ospedale, compresa una nuova struttura, e ha già attivato un gruppo di lavoro sull’offerta futura.
'Una riforma lungo l’asse Scandiano-Sassuolo come quella appresa a mezzo stampa non può cadere dall’alto chiedendo poi ai professionisti di adeguarsi.
Decisivo anche il fattore demografico. Basta guardare al calo delle nascite e all’invecchiamento accelerato di due province che, al 2042, avranno circa il 28% in più di over 65. Integrare i bacini può aiutare a mantenere competenze, qualità e sicurezza. I sindaci fanno bene a occuparsene, le Aziende farebbero bene a considerare i lavoratori come ingegneri e protagonisti del cambiamento.
Il progetto prevede infine che gli scenari arrivino alle Conferenze territoriali sociali e sanitarie, ma per i sindacati queste 'non possono essere soltanto il luogo in cui approda un progetto già costruito.


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