Mezzetti però non vorrebbe avere più di quattro assessori Pd su nove e questo comporterebbe dolorosi tagli. Gli 8 piccoli indiani, specchio dei famosi 8 candidati Dem alle primarie mai effettuate, stanno usando tutte le armi a disposizione per convincere il sindaco a sceglierli. Se per Solomita sarebbe pronto un posto da capo di gabinetto e per Bosi la presidenza del Consiglio comunale, resterebbero comunque almeno due esclusi, forse tre perchè non è un mistero di come Mezzetti vorrebbe far entrare 'facce nuove' per marcare una differenza con la giunta Muzzarelli. In discesa al momento le quotazioni della segretaria cittadina Venturelli, nonostante il boom di preferenze, e quelle dell'uscente Grazia Baracchi.
Per gli altri cinque assessorati quasi certo l'ingresso di Barbara Moretti per il Movimento 5 Stelle e Carmen Sagliano per Modena Civica, mentre l'Alleanza Verdi-Sinistra rivendica due nomi, considerato l'exploit alle urne. Resta a questo punto l'assessorato 'in quota' Azione. Il nome più solido in termini di esperienza politica e caratura personale è quello di Paolo Zanca ed è proprio su questo profilo che - infatti - si stanno registrando le maggiori resistenze Dem. Al Pd non va giù infatti di veder premiato quello Zanca che ha mostrato autonomia rispetto all'appiattimento che ha caratterizzato gli altri alleati. Lo ha fatto a Modena criticando duramente la giunta Muzzarelli sul caso delle nomine in Hera, e non solo, e lo ha fatto a Formigine sostenendo una candidatura fuori dal cerchio magico del centrosinistra. Ma, paradossalmente, è proprio questa indipendenza di vedute che rende Zanca l'assessore su cui Mezzetti punta maggiormente proprio per mostrare la propria autonomia e per mantenere, come ha ribadito nella sua prima lettera aperta alla città, le promesse fatte in campagna
Giuseppe Leonelli


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