Diego Lenzini, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale e segretario comunale del PD, è stato uno dei protagonisti del presidio antifascista.
Il Comitato Remigrazione e Riconquista ha presentato ieri un programma in dieci punti, che dovrebbe costituire la base di una proposta di legge. Avete già preso visione di questi contenuti? Questa manifestazione è nel merito delle proposte o riguarda soprattutto i soggetti che le hanno promosse?
'Sicuramente riguarda innanzitutto i soggetti. Il merito lo affronteremo naturalmente, come facciamo sempre. Tuttavia, chi partecipava a quel tipo di incontro erano evidentemente associazioni e realtà politiche dichiaratamente di stampo neofascista: Skinhead, CasaPound. È da qui che partiamo. Questo, paradossalmente, non è neppure l’aspetto che ci preoccupa di più, perché siamo abbastanza convinti che Modena abbia una forte resistenza culturale e una certa impermeabilità rispetto a questi ambienti. Siamo però altrettanto consapevoli che nel mondo, a partire dalla Germania — dove l’AfD è arrivata al 30% — esiste una parte consistente di cittadini che non percepisce più come pericolose idee politiche dichiaratamente neofasciste o neonaziste. Ed è proprio questo il punto centrale: tenere sempre alta l’attenzione su questi temi e costruire gli anticorpi necessari per evitare che anche in Italia si affermi una lenta normalizzazione di questi gruppi politici'.
Secondo voi questi gruppi andrebbero sciolti o non fatti parlare in città?
'No, sciolti o non fatti parlare no. Non abbiamo mai chiesto di vietare nulla: esistono strumenti e procedure previste dalla legge. È assolutamente legittimo che si svolga un’iniziativa, ma altrettanto legittimo è per noi scendere in piazza e manifestare per affermare che le idee che loro portano avanti sono diametralmente opposte alle nostre'.
Entrerete comunque nel merito della proposta?
'Guarderemo sempre nel merito ogni proposta.
Gianni Galeotti

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