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'Modena-Lucca: la conversione di Tomei è quantomeno sospetta'

'Modena-Lucca: la conversione di Tomei è quantomeno sospetta'

Pellacani: 'Ma se cosìnon fosse (e in fondo lo spero), se il presidente della provincia Tomei fosse meno miope dei suoi compagni Pd lo potrebbe dimostrare'


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'Ma il nuovo presidente della Provincia Tomei è un battitore libero o ha chiesto al Pd locale e regionale il permesso di prendere la parola? Perché nel primo caso verba volant (analogamente ai tanti annunci di Muzzarelli), mentre nel secondo qualche considerazione la meriterebbe'. A intervenire sulle parole di Tomei sulla Modena-Lucca (parole già bocciate da Legambiente e promosse da Forza Italia) è il consigliere di Energie per l'Italia Giuseppe Pellacani

'Chi ha impedito da settant’anni la Modena-Lucca, opera che avrebbe fatto fare un salto di qualità (economica, imprenditoriale, sociale, culturale e turistico) al nostro territorio, è stato il Pd regionale, nonché l’acquiescente Pd locale, in cui Tomei milita, che da sempre ha relegato Modena ad un ruolo subalterno, facendola diventare la città delle occasioni perdute.  Questa improvvisa conversione è quantomeno sospetta. Riscoprire e riproporre oggi sui giornali, dopo tanti anni, un progetto che allora avrebbe avuto piena ragione di essere realizzato, è semplicistico. Ha il sapore più di una sparata che d’altro - afferma Pellacani -. Ma se così non fosse (e in fondo lo spero), se il presidente della provincia Tomei fosse meno miope dei suoi compagni di partito lo potrebbe dimostrare riaffidando alla politica le scelte
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di sviluppo della territorio.
Che nel caso specifico della Modena-Lucca comporta la realizzazione di un progetto attualizzato nato da un confronto con tutte le forze politiche, economiche e sociali modenesi che hanno a cuore lo svilippo del nostro territorio'.

'Certo la bretella Modena-Sassuolo ha poco senso se non è parte di una realizzazione viaria ambiziosa e di respiro internazionale che ci congiunga attraverso Lucca al mar Tirreno (Livorno). Quindi, pur ravvisando la necessità e gli enormi vantaggi di un collegamento veloce con la Toscana che farebbe del nostro territorio (come era previsto da piani europei) lo snodo internazionale delle merci di livello europeo, sicuramente il più importante d’Italia, e polo di un comprensorio interregionale emiliano-toscano con interessi economici integrati (porto di Livorno per le nostre imprese e per quelle dell’area italo-austro-tedesca) e turistici (mare/monti), oggi come oggi, sorge qualche dubbio di quale possa essere la soluzione ottimale al problema, che va ponderata a fondo alla luce di considerazioni politiche, economiche, ambientali, ecc. Quale il volume di merci previsto? Quale l’impatto ambientale? Più efficace una soluzione viaria o una soluzione su ferro?  Quale l’orientamento politico europea nei confronti del trasporto delle merci?  - chiude Pellacani -. Caro presidente Tomei il cerino lo ha acceso.
Adesso tocca a Lei non farlo spegnere, ma alimentarlo coinvolgendo coloro che sono deputati ei portatori d’interesse nello studio, nella progettazione e nella realizzazione di un’opera che sicuramente potrà dare nuovi e impensati impulsi alla ripresa di un territorio sempre più asfittico e depresso. Attenzione ai tempi. Tutte le volte che ne passa troppo bisogna tornare da capo'.
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