
La pulizia della pagina è avvenuta dopo quanto pubblicato dal nostro giornale e le reazioni politiche connesse. Quel luogo - definito come moschea dalla comunità alla quale il Comune ha concesso i locali per 3mila euro l'anno compreso le utenze - non poteva essere moschea. Eppure lo è stato, come dimostra la foto sotto (una tra le tante ora cancellate) nella quale si affermava: 'Nella nostra amata Moschea di Madena Bangla, la preghiera del Santo Tarabi con Jamaat inizia ogni giorno alle ore 20. L'Imam della preghiera Tarabi della Moschea Madena Bangla Mr. Zubair Amin Sahib. Tutte le lodi siano ad Allah solo. Moschea Madena Bangla, Modena, Italia'.

Ma il punto è questo: basta cancellare i post per ristabilire il rispetto delle regole. Per il sindaco di Modena si è trattato di una polemica sul nulla (qui), ma allora perchè quei riferimenti sono stati cancellati? Il Comune di Modena è intervenuto sulla comunità bangalese per imporre il rispetto delle regole che impongano autorizzazioni prefettizie in caso di creazione di un vero e proprio luogo di culto? Domande che restano senza risposta, perchè per il sindaco Mezzetti andava tutto bene ieri quando i bengalesi parlavano di preghiera quotidiana e di Moschea e va tutto bene oggi che si parla solo di traduzioni linguistiche. Se nessuno ha fatto un esplicito mea culpa, se nessuno ha accennato a un 'abbiamo sbagliato', chi controlla che la comunità ora rispetti davvero le regole e la censura social non sia solo una formalità? Chi verifica cosa accade davvero in quella sala comunale di via Spontini?
Giuseppe Leonelli


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