Sono passati quattro anni da quando il modello degli assistenti sociali della Val d'Enza veniva ascoltato dalla Regione Emilia Romagna. Era il 12 marzo 2015 quando il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti e la responsabile dei servizi sociali dell'Unione Val d'Enza Federica Anghinolfi (nella foto) relazionavano alla Commissione parità e diritti della Regione il loro operato. Un operato che in quella seduta veniva preso a modello. Oggi entrambi sono ai domiciliari.
Da rabbrividire le dichiarazioni inconsapevoli dei consiglieri regionali presenti in commissione a commento dei dati relativi ai tanti casi di bimbi vittime di violenza che i servizi sociali segnalavano. Segnalazioni che, per l'indagine Angeli e Demoni, sarebbero false e manipolate ad arte.
Yuri Torri (Sel) invitava la Regione “intervenire per mettere a sistema l’esperienza sviluppata in Val D’Enza in questo anno e a formalizzare dei protocolli: tutti devono capire che l’emersione è sempre positiva perchè permette di affrontare il problema”. Gabriele Delmonte (Lega) sottolineava come l'esperienza della Val d'Enza fosse la prova che “se le vittime non si sentono sole è più facile far emergere gli abusi e le violenza. Il cambiamento negli anni dei servizi sociali, passati dall’assistenzialismo economico a un approfondimento con la persona, è stato sicuramente positivo ed efficace”. Addirittura la presidente Roberta Mori annunciava l’intenzione di promuovere in Val D’Enza 'un incontro pubblico della commissione, per ascoltare il territorio e condividere azioni di sistema'.
Nessuno in Regione, a partire dai rappresentanti della maggioranza Pd, allora si accorse dell'orrore emerso da questi primi frangenti dell'indagine reggiana, una disattenzione contro la quale in questo video il deputato Galeazzo Bignami (allora consigliere regionale Forza Italia) si scaglia con forza.



