In Consiglio comunale l’assessora Alessandra Camporota ha difeso l’azione dell’Amministrazione sull’area di Torrenova, dopo le interrogazioni di Piergiulio Giacobazzi (FI) e Maria Grazia Modena (Modena per Modena) seguite al grave episodio del 30 marzo. Camporota ha ricordato che la zona è «costantemente monitorata»: oltre 160 controlli in quindici mesi, 41 dall’inizio dell’anno, con nove identificazioni.
Secondo i dati di Polizia locale e sistema Ril.fe.de.ur, non emergono segnali di un peggioramento strutturale della sicurezza: nessuna denuncia per reati specifici, un solo episodio rilevante (un’auto rubata). Le segnalazioni su gruppi giovanili sono 23, ma solo 7 confermate, concentrate nei mesi estivi. Gli esercenti parlano più di degrado che di criminalità.
Sul fronte tecnico, è in corso una verifica della videosorveglianza: in piazza operano due telecamere a tre ottiche, più una su via Nonantolana. Confermato il ruolo del Controllo di Vicinato, ritenuto interlocutore stabile della Polizia locale. Camporota ha ribadito che l’episodio del machete non viene minimizzato, ma che il quartiere risulta «presidiato» e i problemi appaiono legati soprattutto a inciviltà giovanile.
Nel dibattito, Modena ha invitato a non allargare il confronto oltre il caso Torrenova e ha difeso l’assessora dagli attacchi personali. Giacobazzi ha invece contestato la lettura dell’Amministrazione, sostenendo che gli episodi non sono affatto sporadici e chiedendo interventi strutturali, anche alla luce delle criticità della videosorveglianza. Camporota ha chiuso rivendicando un lavoro «costante e basato sui dati»: «Non uscire sui giornali non vuol dire non operare».


