In estrema sintesi sono tre le grandi omissioni che - nel racconto ufficiale della Agenzia - si sono registrate nelle ultime settimane (qui le date esatte). Omissioni che - a quanto ci risulta - sarebbero (in parte) anche presenti nella denuncia-querela presentata il 25 giugno, oltre due mesi dopo la scoperta dell'ammanco, e firmata dall'allora amministratore unico Stefano Reggianini.
Omissioni che si sommano alle dichiarazioni della ex dipendente circa il fatto che ella non aveva potere esecutivo su bonifici e sul bancomat, ma le operazioni dovevano sempre essere autorizzate da direttore o amministratore unico.
Le dimissioni della ex dipendente antecedenti il licenziamento
Amo ha comunicato ufficialmente di aver licenziato la dipendente ritenuta responsabile dell'ammanco. Effettivamente la lettera di licenziamento firmata da Stefano Reggianini è datata 28 maggio 2025, ma - in base a quanto abbiamo potuto constatare - la dipendente aveva trasmesso le proprie dimissioni volontarie un mese prima, esattamente il 28 aprile 2025, con data decorrenza 1 luglio 2025.La lettera dell'Agenzia delle Entrate
Esiste un avviso di adempimento spontaneo dell' Agenzia delle Entrate, sottoscritto dal direttore Salvatore Cortese della direzione centrale piccole e medie imprese di Roma, datato 21 marzo 2025, di cui non viene mai fatta menzione (a quello che ci risulta neppure nella querela) e che La Pressa ha scoperto pochi giorni fa. Con tale lettera l'Agenzia riscontra una possibile anomalia, con differenze fra l'imponibile delle fatture elettroniche, imponibile per un ammontare di oltre 1,4 milioni di euro, e la dichiarazione Iva del periodo d'imposta 2022. Attraverso questa comunicazione l'Agenzia chiede ad Amo chiarimenti. La comunicazione, datata appunto 21 marzo, è stata protocollata il 15 aprile 2025. La data del 15 aprile è antecedente di un giorno rispetto al 16 aprile 2025, giorno nel quale la agenzia Amo ha comunicato ufficialmente di aver scoperto, per caso attraverso il Direttore Berselli, per la prima volta il maxi ammanco.Collegio sindacale avvisato dalla ex dipendente e non dai vertici Amo
Questo aspetto è emerso grazie un accesso atti di Forza Italia e al lavoro di Antonio Platis. In base alle carte che abbiamo visionato, non è stata Amo di sua sponte 'a procedere a dare informazione riservata dell’accaduto sia ai soci “di riferimento” che al Collegio Sindacale e al Revisore dei conti', come dichiarato dalla Agenzia stessa.Giuseppe Leonelli
Nella foto Berselli e Reggianini


