Nell'intervista pubblicata da La Pressa al consigliere Maria Grazia Modena è emerso un aspetto che finora non era stato precisato da Amo. Amo ha infatti comunicato di aver licenziato la dipendente ritenuta responsabile dell'ammanco da 500mila euro. Effettivamente la lettera di licenziamento firmata da Stefano Reggianini è datata 28 maggio 2025, ma - in base a quanto abbiamo potuto constatare - la dipendente aveva trasmesso le proprie dimissioni volontarie un mese prima, esattamente il 28 aprile 2025, con data decorrenza 1 luglio 2025.
Insomma, Amo ha sì licenziato con una lettera di 'licenziamento disciplinare per giusta causa' la lavoratrice addebitandole di aver indebitamento percepito 459.857,55 euro (cifra messa nero su bianco nella lettera stessa), ma lo ha fatto dopo che la stessa aveva trasmesso la propria volontà di lasciare il lavoro. Da notare che il 28 aprile è la data di pubblicazione (ovviamente non di pagamento) di tutti i 120 pagamenti effettuati da Amo da inizio 2025, ed è anche il giorno che precede quello nel quale i vertici Amo comunicarono al sindaco Mezzetti il problema.
Giuseppe Leonelli
Amo, la dipendente aveva trasmesso le dimissioni volontarie prima del licenziamento
La lettera di licenziamento è datata 28 maggio, ma - in base a quanto abbiamo potuto constatare - la dipendente aveva trasmesso le proprie dimissioni un mese prima
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